Da sinistra: il presidente della Regione Francesco Pigliaru, il direttore generale della 3A Francesco Casula, l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi, il direttore dello stabilimento Massimo Ferniani e il presidente del consiglio di amministrazione della 3A Gianfilippo Contu. Sotto l’ex “padroncino” Ignazio Cancedda, 57 anni, uno dei 32 neoassunti dalla cooperativa più importante della Sardegna.

Quando Francesco Casula, direttore generale della 3A  (Assegnatari Associati Arborea), ha chiamato i “padroncini” nel suo ufficio al secondo piano dello stabilimento, c’era qualcuno incredulo sul miracolo prossimo venturo: da lavoratori autonomi, da proprietari di camioncini, da artigiani del trasporto (di latte) in tutta la Sardegna sarebbero diventati dipendenti a tempo pieno e a tempo indeterminato. Vita cambiata, di botto. Assunti con l’articolo 1 del contratto nazionale di lavoro. Assunti nell’anno della grande crisi. Assunti nella regione che in Italia e in Europa ha il record della disoccupazione giovanile. Assunti nella regione dove le cronache economiche sono scandite da licenziamenti a raffica, dalla chiusura di fabbriche grandi e piccole.
Sentite le proposte, i padroncini si sono ricreduti. E dal primo gennaio trenta signori – età media sui 45 anni –  avranno la busta paga direttamente dalla principale azienda agroalimentare dell’Isola. “Chiuderò in bellezza la mia vita lavorativa”, ha commentato Ignazio Cancedda, 57 anni, nato ad Arborea, residente a San Nicolò d’Arcidano, “lattarolo” transumante per una vita: “In oltre trent’anni ho percorso col mio camioncino oltre quattro milioni di chilometri, sempre sulle dissestate strade della Sardegna. Non mi sembra vero. Quando ne ho parlato in casa mia moglie mi ha abbracciato fortissimo”. Con Cancedda stessa sorte ad altri 32 camionisti che faranno parte del neonato “Dipartimento di Logistica e trasporti della 3A di Arborea”. Lavoravano tutti “per conto terzi” anche se il terzo era la 3A con le sue piattaforme distributive e i depositi di Sassari, Olbia, Nuoro, Cagliari-Monastir e San Giovanni Suergiu nel Sulcis (un altro centro di distribzzione, per la penisola, è a Parma). Depositi e capannoni che consentono la consegna quotidiana di prodotti freschissimi usciti dagli impianti di Arborea.
Perché è potuto avvenire? Casula spiega: “Il presidio del mercato regionale assume per noi fondamentale importanza e vogliamo continuare a dare e migliorare il servizio logistico ai nostri clienti in ogni Comune della Sardegna. Con il passaggio alla vendita e consegna in conto proprio e la realizzazione di una divisione logistica e distribuzione all’interno dell’Azienda vogliamo potenziare ulteriormente il presidio commerciale e logistico in Sardegna e rafforzare la nostra presenza per un miglior livello di servizio.”
Non c’è solo il miracolo-padroncini. Alla 3A trovano lavorano anche ex cervelli in fuga. È capitato a Giuseppe Cicalò, ingegnere, nuorese. Dopo il liceo scierntifico di via Veneto nel capoluogo della Barbagia ha preso la laurea triennale all’università di Firenze, poi la magistrale a Bologna, quindi un master in Finanza alla Business School di Milano, un corso di inglese a Londra ha migliorato il quadro formativo. Ed eccolo al lavoro fra mucche e formaggi. “Dopo dieci anni, sto applicando la tanta teoria appresa a scuola nella vita di ogni giorno, in fabbrica. È un lavoro stimolante, sono soddisfatto. Sto usando i frutti dei semi sparsi negli anni. E sono strafelice di lavorare in Sardegna dove la qualità della vita è eccellente e in un’azienda cooperativa”. Sorride anche Federica Mancusi, laurea in Scienza della Comnicazione all’università di Cagliari con Elisabetta Gola, specializzazione a La Sapienza di Roma con Laura Minestroni. “Sto facendo un tirocinio all’ufficio marketing che è uno dei fiori all’occhiello di questo impianto. Imparo molto e capisco l’utilità degli studi fatti. Perché queste eccellenze alimentari vanno sapute proporre alla clientela. Ed occorre metodo”.
Sviluppo occupazionale e sviluppo internazionale. Un tandem perfetto. Con numeri in crescita in un settore – quello delle risorse locali – fondamentale per lo sviluppo della Sardegna. Se il 2013 è stato chiuso con ricavi pari a 146 milioni di euro, quest’anno – conferma il direttore amministrativo Luigi Maccioni – segnerà la cifra record nella cinquantennale storia della 3A con quota 153 milioni di euro e un incremento del 5,8 per cento. I soci della cooperativa sono 252. Cresce la produzione di latte lavorato, passata dai 181 milioni di litri nel 2013 ad una raccolta nel 2014 di 191 milioni e una crescita percentuale di 4.9 punti.  I dipendenti (con le assunzioni dal primo gennaio del nuovo anno) passano a 293 ai quali ad aggiungersi altri 52 “padroncini” e altri 34 collaboratori indiretti. Tutto ciò mentre continua a restare – come punto di forza – la commercializzazione in Sardegna (70 per cento del fatturato a marchio Quattro Mori), ma cresce la quota Italia-estero giunta al 30 per cento. E da quest’anno si consolida il mercato asiatico visto che tra Taiwan, Cina (Shanghai e Hong Kong) la 3a può segnare in bilancio un milioni di litri di latte venduto oltreoceano. A metà dicembre, dal porto canale di Cagliari, è partito l’ultimo container destinazione Cina con 22 mila litri di latte vaccino interamente made in Arborea.
“La produttività in aumento del latte è un elemento combinato della maggiore produzione da parte dei soci e della contemporanea crescita dello sviluppo commerciale”, dice Casula che aggiunge: “La nostra cooperativa è sempre più convinta del ruolo e della responsabilità sociale dell’impresa. Vedendo l’andamento economico della Sardegna i nostri numeri devono far riflettere perché si dimostra che la risorsa locale legata alla terra, all’allevamento consentono regimi decorosi di vita. Certo, nessuno vive nel lusso. Ma l’agroindustria gestita correttamente rappresenta una sicura àncora per l’economia dell’Isola. È quanto ha sottolineato recentemente anche il presidente della Regione Francesco Pigliaru che ha visitato il nostro stabilimento con l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi col presidente del nostro consiglio d’amministrazione Gianfilippo Contu. Attorno ad Arborea emergono e si impongono anche le competenze dei nostri allevatori sempre attenti a fare della qualità del latte il loro e il nostro punto di forza”. Ancora Casula: “Occorre riflettere certo sulle tante situazioni di crisi presenbti in Sardegna, ci mancherebbe altro. Ma bisogna soffermarsi anche su quelle inziative che, nel nostro territorio, generano allo stesso tempo valore, prodotto interno lordo ed occupazione. Noi siamo riusciti a mettere insieme questi tre obiettivi perchè ogni settore, dalla stalla ai reparti di confezionamento dei nostri prodotti, cerca di dare il meglio di sé. Quest’anno la produzione di latte nelle stalle dei soci è salita di dieci milioni di litri. Ciò ci ha consentito di ampliare i nostri organici”.
Non solo latte vaccino. Con l’acquisizione ormai totale delle Fattorie Girau di San Gavino, la 3A sta sfondando nella distribuzione del latte di capra interamente raccolto in Sardegna. Il prodotto piace (in particolare lo yogurth, fra i più delicati e salubri della filiera alimentare). Dallo scorso ottobre il latte sardo di capra sarda è venduto a marchio Coop Italia.
Un ultimo dettaglio, se così lo vogliamo definire. La 3A ha un rapporto costante con le scuole dell’isola, dalle elementari alle università perché sono pressoché giornaliere le visite di studenti e professori che prendono contatti con la principale realtà agroindustriale della Sardegna. Settemila studenti all’anno. “Questi contatti ci permettono di far crescere fra i giovani la voglia di tornare alla terra, di credere nelle possibilità di crescita del settore agrolimentare che deve restare uno dei punti di forza della Sardegna”.

Il successo di Wei e del latte di capra

L’ultimo nato si chiama Wei. È uno snack leggero al gusto di frutta ma a base di siero di latte. Il lancio è avvenuto nella scorsa estate. È nutriente, spezza la fame senza appesantire e si caratterizza per l’origine controllata e di qualità del siero realizzato a partire dal Latte Arborea. Per ora è disponibile in tre gusti, passion fruit, mango e ace (arancia, carota e limone).
Lo stabilimento che occupa attualmente una superficie di circa 61.000 metri quadrati di cui 24.000 coperti è dotato di soluzioni tecnologiche ed impiantistiche all’avanguardia. La tecnologia avanzata e l’alta disponibilità di materia prima garantiscono una capacità produttiva che si distingue nel settore lattiero-caseario, sia a livello nazionale sia a livello europeo. L’azienda è riuscita a vincere una grande sfida: quella di svilupparsi riuscendo a mantenere intatta la genuinità e la qualità dei suoi prodotti.
Negli oltre 50 anni di vita ed attività della Cooperativa (nata nel 1956) la crescita produttiva, in volumi ed a valore, è stata rilevante e costante, avvenendo – si legge in una nota – sempre nel rispetto rigoroso degli standard qualitativi che contraddistinguono l’intera gamma di prodotti Latte Arborea, dal latte alimentare ai formaggi, alla linea di freschi e freschissimi di pronto consumo. Dopo il latte, fra i trasformati, il prodotto più venduto continua ad essere il “Dolce sardo”.
Il controllo rigoroso della filiera produttiva e il rispetto della normativa ha consentito alla Cooperativa 3A di ottenere certificazioni di qualità, di gestione ambientale e di rintracciabilità di filiera.

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