Università: si candida Paola Piras, con Maria del Zompo, Luigi Raffo, Giacomo Cao, Giorgio Massacci

Cagliari 2 febbraio – Anche Paola Piras, prorettore alla Didattica, già preside della facoltà di Scienze politiche, ordinario di Diritto amministrativo, si candida per l’elezione a rettore dell’università di Cagliari dopo le dimissioni dell’uscente Giovanni Melis. Sarà una corsa a cinque (Biagio Saitta, Fisica, ha rinunciato). Con Maria Del Zompo (medicina), i tre ingegneri (Giacomno Cao, Luigi Raffo e Giorgio Massacci). Stamani la Piras ha inviato la seguente lettera agli elettori.

paola_pirasPaola Piras: una universitas con gli studenti al centro

Ai Colleghi, docenti e amministrativi, alle Studentesse e agli Studenti

A ridosso delle elezioni per il rinnovo del governo dell’Ateneo è naturale guardare avanti; pensare al futuro. Chiedersi come cambiare per crescere. Senza dimenticare di guardare anche indietro, fare bilanci, ricavare esperienza dagli errori commessi.
Il futuro è qui, ad un passo. Il nostro Ateneo ha un cuore e un’anima: può contare su persone pronte a costruire e lavorare per andare avanti, a dispetto delle difficoltà imposte dalle regole che ci governano. Della paura per l’incertezza del futuro. Persone capaci di trasferire conoscenze e abilità, stimolare curiosità intellettuali, passione per la ricerca, voglia di conoscere e confrontarsi con una dimensione che va oltre il locale e si apre al mondo.
Per riacquistare il nostro ruolo dobbiamo ricominciare a guardare all’Ateneo come universitas: realtà complessa dove apparato organizzativo, ricercatori, studenti, vivono e lavorano “insieme”.
Una comunità che condivide il cammino verso la conoscenza mettendo gli studenti al centro; forte di una macchina amministrativa che, coinvolta, stimolata e incentivata costituirebbe prezioso supporto alla ricerca, alla didattica e ai servizi; convinta che l’innovazione, anche organizzativa, potrà divenire lo strumento per essere competitivi e trasferire sul territorio i prodotti del lavoro svolto.
Ecco perché dobbiamo conservare la nostra identità di Ateneo generalista con una forte vocazione all’alta formazione e alla ricerca; valutare con sapienza e strategia quali misure adottare, senza paure e decisioni avventate, per bilanciare le nuove regole per il trasferimento del fondo di finanziamento ordinario.
Iniziamo a semplificare le procedure amministrative, riduciamo i passaggi burocratici. Riduciamo il corpus regolamentare che ci ammanta nel quotidiano e nel quale è difficile muoversi. Diamo valore al tempo.
Guardiamo con coraggio allo statuto e alla sua revisione. Nel rispetto degli impegni a suo tempo presi semplifichiamo la governance che oggi si è rivelata causa del moltiplicarsi dei passaggi per l’adozione delle decisioni.
Solo così potremo adempiere alla nostra vera missione, senza confusione di ruoli.
Facciamo leva sul compito che all’Università è affidato ed è prezioso per il territorio, per fare rete con le altre Istituzioni, per proseguire nel percorso di internazionalizzazione già intrapreso per valorizzare la nostra posizione geografica: non più ragione di svantaggio, ma punto di forza negli scambi internazionali con i Paesi del Mediterraneo.
Restituiamo fiducia alle famiglie e ai nostri giovani. Possiamo farcela. Possiamo competere con realtà più forti di noi, se costruiremo insieme e daremo risposte. Se saremo capaci di comunicare in modo semplice l’entusiasmo, il valore della ricerca e la ricaduta nel quotidiano. Se non lavoreremo per noi stessi dimenticando di avere a che fare con persone. Se saremo capaci di fare sistema con la società e la scuola per garantire una transizione, senza strappi, tra i diversi livelli e favorire la regolarità dei percorsi formativi in modo che ciascuno raggiunga il suo livello di eccellenza. Se smetteremo di pensare che la qualità coincida con l’adempimento burocratico e passivo di regole.
Questa sfida va oltre le ambizioni di uno.
Potrà essere portata avanti solo insieme. Mi piacerebbe provare con tutti Voi.  Con la nostra comunità.
Per questo Vi comunico la mia candidatura,
Paola Piras

Cagliari 19 gennaio 2015 – Anche Giacomo Cao e Giorgio Massacci hanno presentato la  candidatura ufficiale per l’elezione alla carica di rettore dell’Università di Cagliari. Di seguito le lettere inviate agli elettori da Giacomo Cao (Ingegneria) e Giorgio Massacci. Con Luigi Raffo gli aspiranti rettore salgono a quattro. E un altro candidato, Biagio Saitta, dalla Svizzera, fa sapere che la decisione verrà comunicata “domani pomeriggio”.

La lettera di Giacomo Cao

Ai professori di ruolo

Ai ricercatori a tempo indeterminato

Ai ricercatori a tempo determinato

Agli assegnisti di ricerca

Agli amministrativi

Ai tecnici

Agli studenti

Carissime e Carissimi,

è con grande entusiasmo che Vi comunico ufficialmente la mia candidatura alla carica di Rettore dell’Ateneo cagliaritano per il periodo 2015-2021.

Le ragioni di questa mia candidatura sono tante ma ritengo soprattutto che l’esperienza, le conoscenze, la credibilità e dunque mi auguro la stima, maturate in tanti anni di attività, possano e debbano, anzi, essere messe al servizio della nostra Università, per la sua crescita e la sua capacità di attrarre anche studenti e ricercatori stranieri. E’ ovviamente ancora presto per parlare del programma complessivo che mi propongo di definire tenendo conto dei Vostri contributi e di tutti quelli che potranno emergere da una discussione e un confronto che mi auguro ampi e partecipati, nonostante l’irrituale accelerazione imposta alle elezioni.

Pur tuttavia, nell’intento di consolidare i risultati positivi raggiunti, portare a termine azioni ampiamente condivise, cambiare il passo sulle criticità esistenti, utilizzando l’insegnamento degli errori commessi nel passato, mi permetto di illustrare alcune azioni relative ai principali obiettivi che riguardano il mantenimento del carattere generalista, solidale e dinamico di un Ateneo che sappia coniugare armonicamente didattica e ricerca, il miglioramento dei servizi offerti agli studenti, il reclutamento di docenti di qualità, il pieno coinvolgimento con relativa premialità del personale tecnico-amministrativo, il miglioramento del rapporto con il sistema sanitario regionale, l’attrazione di risorse finanziarie da più fonti, l’internazionalizzazione, la condivisione delle scelte e la trasparenza della loro implementazione nell’ambito di una gestione efficace ed efficiente, l’attenzione al patrimonio, all’edilizia e alle grandi opere in un contesto di razionalizzazione degli spazi.

Con riferimento agli studenti, la didattica e i servizi offerti, intendo puntare verso la certezza nella durata degli studi, servizi e strutture migliori e adeguate alle necessità. Tali obiettivi imporranno un uso attento delle risorse, con un continuo controllo della qualità del sistema, con forme di comunicazione e orientamento sempre più efficaci e con un’intensificazione del rapporto tra Ateneo e territorio, ponendo sempre più l’attenzione ai temi degli alloggi, delle borse di studio, dei trasporti e delle opportunità lavorative. Particolare attenzione verrà posta anche nei riguardi degli studenti di dottorato, che rappresentano linfa vitale per consentire proficuamente lo svolgimento dei progetti di ricerca in essere e per pianificare quelli futuri.

In relazione al corpo docente sarà necessario garantire un reclutamento di qualità che valorizzi, anche nel caso dei ricercatori a tempo determinato e degli assegnisti, il merito sulla base del quale sarà sviluppato un sistema di ripartizione di risorse più equo. Sarà utile un’ attenta azione di controllo e verifica dei percorsi di assunzione di personale docente di ogni qualifica, onde garantire prioritariamente la messa in ruolo di attori capaci di contribuire al miglioramento dell’Ateneo facendo riferimento agli standard internazionali ed europei, oltre che a quelli nazionali. Occorrerà inoltre trovare forme adeguate per il riconoscimento del carico didattico della formazione di terzo livello (dottorati e scuole di specializzazione), come pure armonizzare i carichi didattici dei docenti.

Appare necessario valorizzare, anche per mezzo di adeguati strumenti finanziari, a differenza di quanto fino ad ora è avvenuto, il personale tecnico – amministrativo che rappresenta un patrimonio da coinvolgere attivamente nella vita e nelle decisioni dell’Ateneo. Sarà necessario dunque prevedere un incremento dei percorsi di formazione, anche con il coinvolgimento diretto dei docenti, e la creazione di snelli gruppi di lavoro per svolgere al meglio gli incarichi, velocizzando procedure e servizi, valorizzando la formazione da implementare con uno spirito vero di crescita professionale.

In relazione al rapporto con il sistema sanitario regionale, sarà opportuno rivisitare la Convenzione Regione-Università che definisce i rapporti tra Università e azienda e altri aspetti come ruolo, orario e retribuzione dei docenti e del personale coinvolto. Sarà necessario che l’Ateneo si coordini con le direzioni delle aziende ospedaliero-sanitarie di riferimento. Tale funzione potrà essere svolta dall’area medica dell’Ateneo con una adeguata dose di autonomia, attraverso il suggerimento delle strategie di sviluppo che risultano essenziali per il rapporto con la Regione – principale soggetto programmatore dell’attività sanitaria – e con gli ospedali, pubblici e privati, con i quali possono essere stipulati utili rapporti convenzionali.

Con riferimento alla ricerca, il trasferimento tecnologico e il reperimento di fondi sarà utile e opportuno lavorare a stretto contatto con il territorio, incrementando i rapporti con la Regione, Sardegna Ricerche, CRS4 (Centro di Ricerche Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Consorzio INSTM (Interuniversitario Nazionale di Scienze e Tecnologie dei Materiali), INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) attraverso la pianificazione comune di azioni formative, culturali, di ricerca e di comunicazione. Sarà determinante ampliare la partecipazione dei ricercatori ai bandi competitivi di ricerca europei e migliorare la possibilità di ottenere i finanziamenti, attraverso il sostegno di queste azioni con risorse economiche specifiche che prevedano il potenziamento degli uffici amministrativi con la creazione di una vera e propria “task force” di Ateneo per la progettazione europea che operi in un contesto di “lobby” legittima a Bruxelles. La “task force” dovrà anche occuparsi, attivando un sistema di individuazione delle opportunità di finanziamento di progetti mappandole sulle competenze interne, della predisposizione di progettualità che possano concorrere con successo a bandi nazionali, non solo emanati dalla Regione, dal MIUR ma anche da MISE, MAE, ecc., come pure a bandi e opportunità e internazionali, in capo ad esempio alla Banca Europea e alla Banca Mondiale. In questo contesto appare necessario poter disporre di risorse umane in capo all’Ateneo che svolgano la propria azione in Regione, presso i ministeri e la Comunità Europea. Con riferimento al rapporto con il territorio, occorre riportare in primo piano l’orgoglio della città e della regione per l’Ateneo, orientandolo a compiere scelte funzionali alla città, anche nella logica della Città Metropolitana, recentemente proposta da più parti. Ne deriverebbe anche un maggior senso di appartenenza da parte degli studenti, dei docenti e di tutto il personale tecnico-amministrativo.

Per proseguire la vocazione all’internazionalizzazione del nostro Ateneo occorrerà allargare il raggio d’azione ad aree ancora poco “esplorate” come i Paesi dell’America centrale e del Sud America che possono godere senza troppe difficoltà degli insegnamenti impartiti nella nostra lingua. Sarà necessario migliorare i servizi di accoglienza e semplificare le procedure amministrative per gli studenti stranieri, come pure incrementare la numerosità dei corsi tenuti in lingua inglese nei settori in cui ciò risulta possibile ed utile, potenziando il supporto amministrativo al processo di internazionalizzazione. Specifici percorsi di creazione delle cosiddette “English Division”, utilmente messi a punto in altri atenei a livello nazionale e internazionale, potrebbero essere proposti e varati con l’ausilio di congrue forme di incentivazione del corpo docente che si rendesse disponibile.

Per una gestione moderna ed efficiente dell’Ateneo, un obiettivo primario sarà la rivisitazione dello Statuto con la messa a punto dell’insieme dei regolamenti che dovranno essere più snelli e di più facile applicazione. In particolare, occorre definire meglio le competenze nei rapporti tra organi, così come i rapporti tra Dipartimenti e Facoltà e il ruolo dei coordinatori dei corsi di studio, i cui compiti devono essere commisurati agli strumenti a loro disposizione. Dovrà essere realizzato anche un nuovo portale dell’Ateneo e migliorata la comunicazione, pensando in primis allo studente, ma anche alle famiglie e alle istituzioni scolastiche, applicando le più classiche forme di promozione e reclamizzazione in essere nelle università più evolute. Con riferimento al sistema di autogoverno ed al ruolo dei dipartimenti, sarà necessario operare in modo da valorizzare il ruolo di organo di indirizzo del Senato Accademico favorendo uno stretto rapporto dialettico tra esso ed il Consiglio di Amministrazione, attuando al contempo azioni di ascolto e di confronto costruttivo con tutte le componenti dell’Ateneo stesso ed in particolare con i Dipartimenti. Sarà necessario facilitare la più intensa collaborazione tra centro e periferia che spesso tendono ad essere in contrapposizione. Si ritiene necessario rivedere le singole procedure, informatizzando al più possibile i processi ed estendendo l’uso corrente della firma digitale nella gestione documentale. Sarà necessario tenere sotto controllo gli indicatori principali desunti dal D.Lgs. 199/2011 e dal D.Lgs. 49/2012 che sono stati individuati dal MIUR per la verifica della sostenibilità economico, patrimoniale e finanziaria degli Atenei e per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento. In particolare tali indicatori, pur essendo al momento positivi per l’Ateneo, permettono solo l’attribuzione di base dei punti organico ma non contribuiscono a quelli ottenibili attraverso la premialità che concorre anche alla determinazione, attraverso la valutazione della qualità della ricerca (VQR), del fondo di finanziamento ordinario (FFO). Quest’ultimo verrà attribuito anche sulla base del cosiddetto costo standard che potrà essere utilmente ridotto per incrementare l’FFO ad esempio attraverso l’incremento degli studenti in corso e, nei casi necessari, attraverso l’incoraggiamento della condizione di studente part time. Occorrerà inoltre procedere sempre più spediti verso il sistema AVA (Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento), che costituisce l’insieme delle attività che prevedono l’introduzione del sistema di accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio e delle sedi universitarie, della valutazione periodica della qualità, dell’efficienza e dei risultati conseguiti dagli atenei e il potenziamento del sistema di autovalutazione della qualità e dell’efficacia delle attività didattiche e di ricerca delle università.

Sul tema edilizia, grandi opere e patrimonio dell’Ateneo occorre una razionalizzazione degli spazi che soddisfi le esigenze di tutti evitando gli sprechi. In particolare, occorre portare a termine i progetti in corso e porre estrema attenzione agli investimenti futuri, prevedendo anche la possibilità di alienare edifici i cui costi di ristrutturazione e/o manutenzione si rivelassero anti-economici. In particolare, oltre agli interventi previsti nel complesso di Monserrato per il potenziamento dei laboratori e delle strutture per la didattica, si darà seguito all’appalto per la ristrutturazione della ex clinica “Macciotta” e alla realizzazione del Blocco Nuovo Sanità, i cui costi di realizzazione sono stimati in circa 40 MEuro a valere su fondi europei e della Regione. Il nuovo blocco consentirà il rientro, presso strutture universitarie idonee, di colleghi di indiscusso valore oggi in capo ad ASL diverse dalla AOU. Sarà comunque necessario contribuire a rendere Cagliari città universitaria, anche attraverso la realizzazione di adeguati Campus, di cui si è ampiamente parlato nel recente passato. Appare necessario porre l’attenzione ad iniziative volte all’utilizzo di fonti di energie rinnovabili ed al risparmio energetico. Sarà opportuno intraprendere una significativa azione volta ad investimenti in sicurezza nei laboratori ed alla gestione dei rifiuti in modo da allineare l’Ateneo agli standard europei. Il patrimonio culturale e museale dell’Ateneo, tra cui la struttura dell’Orto Botanico, inspiegabilmente chiuso in giorni della settimana durante i quali potrebbe essere utilmente visitato, dovrà essere valorizzato e divulgato.

Tutte queste azioni naturalmente non dovranno mai derogare dal doveroso riferimento a principi di onestà, correttezza amministrativa, trasparenza nelle decisioni, ascolto e attenzione a tutte le esigenze, specialmente dei più deboli.

L’esperienza e l’aderenza a questi principi possono essere testimoniate dalla pregressa attività di: docente e ricercatore per cui si rimanda al Curriculum Vitae reperibile nel sito http://people.unica.it/giacomocao/curriculum/, rappresentante dell’Ateneo nel Consorzio INCA, direttore del Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali, direttore del Laboratorio di Cagliari del Consorzio INCA, componente del CdA del Consorzio Promea, presidente dei CdA della IM Srl e della DNM Srl (spin-off dell’Ateneo), responsabile della Unità di Cagliari del Dipartimento di Energia e Trasporti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, componente eletto in rappresentanza dei professori di prima fascia nel CdA dell’Ateneo prima dell’approvazione dell’attuale Statuto e presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna.

Appare utile infine confermare che si intenderà operare sviluppando processi che riaffermino il senso di appartenenza e un’etica della responsabilità tra il personale docente e tecnico-amministrativo secondo un approccio manageriale che appare sempre più significativo e probabilmente dirimente, perché le nuove sfide sono soprattutto verso l’esterno, e non solo al nostro interno. Sarà necessario competere con maggiore determinazione anche tra Atenei, tenendo conto di un quadro normativo ed economico non favorevole. Particolare attenzione, con un ruolo decisamente attivo del Rettore, va posta a tutte le possibilità di acquisire risorse dall’esterno, in particolare instaurando stretti rapporti, a livello nazionale e internazionale, con le imprese e le relative organizzazioni come pure con tutti i soggetti pubblici che possano concorrere a sostenere finanziariamente l’Ateneo. La sfida per il prossimo sessennio è decisamente ardua, ma con un Ateneo coeso e più efficiente i risultati non tarderanno ad arrivare.

Nel restare a disposizione per recepire considerazioni, contributi, critiche, suggerimenti e sollecitazioni, l’occasione è gradita per porgere a tutti Voi molti cari saluti.

Giacomo Cao

Ecco la lettera di Giorgio Massacci

A tutto il Personale dell’Ateneo, alle Studentesse e agli Studenti  

Confermo con questo messaggio la presentazione della mia candidatura alle prossime elezioni alla carica di Rettore della nostra Università.

Nei prossimi incontri con tutte le componenti mi propongo di illustrare la mia visione dell’Università e di discutere con voi le tematiche più importanti.

L’Università italiana sta attraversando una fase molto delicata, che mette davvero a rischio un valore fondamentale: mi riferisco al diritto allo studio, che nel caso specifico delle Università della nostra Isola significa continuare a garantire l’opportunità per le giovani generazioni di poter conseguire qui in Sardegna una formazione avanzata con la possibilità di scegliere nell’ambito di un’offerta formativa riccamente articolata, caratterizzata da una qualità elevata, significativa in riferimento a prospettive non solo locali, ma anche nazionali e internazionali, nella quale ricerca e didattica costituiscono il binomio inscindibile che ha caratterizzato l’istituzione universitaria sin dalla sua nascita.

Non dobbiamo rinunciare a sostenere tale diritto al livello politico più alto, allo scopo di ottenere significativi cambiamenti della politica nazionale che, a dispetto di vacui proclami di segno contrario, continua a penalizzare pesantemente il settore dell’alta formazione.

Siamo costretti a constatare ogni giorno che viene disattesa sinora l’unica strada possibile per uscire dalla crisi nell’universo globalizzato: puntare su ricerca, innovazione e alta formazione, includere e valorizzare – anziché escludere e costringere a migrare – le giovani intelligenze che malgrado tutto continuiamo a formare e che riscuotono successo in tutto il mondo. Perciò, mentre è un nostro preciso dovere etico fare l’uso migliore possibile delle sempre più scarse risorse di cui disponiamo, dobbiamo anche costruire un tessuto di consenso, convincendo l’opinione pubblica e il governo nazionale che ormai non sono più rinviabili:

  • una politica di reclutamento straordinario dei giovani che saranno il nerbo dell’Università futura;
  • una drastica revisione di quella scelta sciagurata che concentra tutte le risorse nelle aree già più forti e avvantaggiate, dando nuove opportunità umane e finanziarie solo a chi impone agli studenti le tasse più alte, e rischia di impoverire in modo irreparabile la grande tradizione di ricerca e la rete diffusa dei nostri Atenei.

In questo contesto, peraltro, è più importante che mai l’azione di governo dell’Ateneo, che deve far leva su un piano strategico di ampio respiro e condiviso, fondato su dati concreti e su un’approfondita analisi dei processi che li determinano, su una gestione competente, attenta e sistematica, sulle risorse interne, consistenti nel valore delle persone che operano nell’Università e per l’Università, il cui impegno è stimolato e sorretto dalla passione, in assenza di gratificazioni e persino, talora, di un semplice riconoscimento. La possibilità di agire positivamente su questi aspetti ci consente di sperare in un futuro di sviluppo e innovazione per l’Ateneo e per l’intera società sarda.

Vi è, tra gli altri, un elemento cardine della mia visione di Università, che voglio sottolineare sin d’ora e che è coerentemente collegato sia al programma che intendo proporre, sia alle modalità secondo le quali ritengo che il Rettore debba interpretare il proprio mandato. Tale elemento cardine risiede nella consapevolezza che i risultati che l’Ateneo può raggiungere dipendono dall’apporto di tutte le componenti e dei singoli. Il mandato rettorale deve essere svolto attraverso modalità inclusive, partire dal presupposto che la varietà delle componenti sia una ricchezza, mirare a ricercare e valorizzare le qualità uniche di ogni persona, considerare che il contributo (anche critico) degli altri è utile, non pericoloso, coordinare le attività ai fini del superiore interesse dell’istituzione valorizzando la flessibilità e le autonomie nel rispetto del principio di sussidiarietà.

I ruoli di servizio da me svolti (responsabile del servizio di prevenzione e protezione, presidente di corso di studi, preside di Facoltà, componente del Senato Accademico) testimoniano che le dichiarazioni di principio appena enunciate si sono sempre tradotte nell’operare pratico. Le spontanee attestazioni di apprezzamento, ricevute nel tempo e da più parti, sono state lo stimolo più importante alla decisione di candidarmi, assunta dopo lunga riflessione, e mi inducono a guardare con ottimismo al nostro futuro. 

Giorgio Massacci

Luigi Raffo 

Care Colleghe e cari Colleghi dipendenti di UniCA, care Studentesse e cari Studenti,

l’Università ha senso di esistere solo se è in grado di attrarre e formare studenti, se è in grado, attraverso ricerca di alto livello, di sviluppare nuova conoscenza da trasferire alla società e al territorio. Ce lo ricordano, se ce ne fosse bisogno, le molte valutazioni a cui siamo sottoposti e il recente decreto sui costi standard. Il continuo calo delle immatricolazioni mette però a rischio la capacità dell’Università di Cagliari di assolvere a tali compiti. Si tratta di un fenomeno ormai persistente di cui vanno studiate puntualmente origini e conseguenze. È certo, comunque, che esso tende ad autoalimentarsi attraverso la riduzione delle risorse, una conseguente minore ricchezza e varietà della didattica erogata, una minore spendibilità del titolo, un ulteriore allontanamento di nuovi studenti e studentesse dal nostro Ateneo.

In breve tempo rischiamo di ritrovarci con un’Università ridimensionata nella sua indipendenza e incapace di valorizzare il capitale umano, di permettere mobilità sociale, di generare e diffondere conoscenza, cultura, progresso. La nostra sfida non è quella di sopravvivere più a lungo ma di promuovere il cambiamento, prima di esserne annientati. Dobbiamo dare più valore allo studio di cui vogliamo garantire ancora e sempre più il diritto.

Non esiste alternativa al perseguire come obiettivo l’eccellenza: nell’erogazione della didattica, nelle attività di ricerca, nella terza missione, nella gestione della nostra Università. Eccellenza da trovare avendo cura di preservare tutta la nostra variegata cultura e “biodiversità”, liberando, mettendo a frutto e integrando tutte le competenze ed energie già presenti al nostro interno per sprigionare un contagio creativo in grado di moltiplicarle.

Nei dipartimenti, nelle facoltà, nelle direzioni, nell’azienda mista e anche tra il personale non ancora strutturato, assegnisti, specializzandi, dottorandi, tra i rappresentanti degli studenti, esistono tanti punti di riferimento, tante persone che ci permettono di crescere, ma spesso non riescono a influenzare le scelte dell’Università come potrebbero e vorrebbero. Noi riusciremo a vincere la sfida del cambiamento solo se saremo in grado di riconoscere, ascoltare e convogliare tutta questa “intelligenza collettiva” verso un obiettivo comune di crescita, verso un’espansione delle risorse che dia prospettive ai nostri giovani e servizi migliori agli studenti e al territorio.

Ho speso gli ultimi anni a consolidare la presenza di tutti noi nello spazio europeo della ricerca: alcune azioni hanno avuto effetto immediato, di altre gli effetti si vedranno negli anni futuri. È stata un’esperienza che mi ha ulteriormente messo in contatto con numerose realtà della nostra Università di cui essere orgogliosi. In questo ruolo ho avuto conferma che per innescare storie di successo talvolta basta convincere le persone che sono in grado di farcela e che non si troveranno da sole. Ecco, adesso sono qui a scrivere che questa Università, se affronta la sfida del cambiamento, ha al suo interno le forze per diventare qualcosa di diverso e più importante: un’Università aperta al mondo che non ha paura di confrontarsi e vincere la competizione con altri Atenei nella ricerca e nella didattica, nell’assistenza, nell’incidere sul territorio, nel formare le cittadine e i cittadini di domani.

Un’altra Università che riesce a essere protagonista, credibile, attiva e proattiva in Sardegna, in Italia, in Europa.

Su come realizzare questi obiettivi tornerò a scrivere nei prossimi giorni.

Il 9 marzo troverete il mio nome nella lista dei candidati alla posizione di Rettore per il periodo 2015-2021.

 

A presto,

Luigi Raffo

Questa la lettera di Maria Del Zompo agli elettori dell’università di Cagliari

Descriverò adesso, seppur brevemente, i punti principali che caratterizzano il progetto che ho in mente per la nostra Università.

Il programma, nella sua forma definitiva e più dettagliata, sarà il risultato anche della discussione e del confronto, peraltro già iniziati, con tutti voi.

Offerta formativa – Muovendosi all’interno del quadro normativo, e in sintonia con le direttive europee, l’offerta formativa va riorganizzata e non necessariamente ridotta e limitata: occorre insistere nel razionalizzare la didattica con le risorse (umane, scientifiche, tecnologiche, strutturali) di cui si può disporre, senza rinunciare agli obiettivi condivisi di Ateneo. Certo, il costo studente standard e le ricadute sul FFO impongono scelte ponderate che tuttavia non devono venir meno all’obbligo costituzionale del diritto allo studio, ma anzi opporsi al tentativo di desertificazione culturale insito in alcuni provvedimenti ministeriali recenti. Nel contesto attuale è fondamentale che gli obiettivi da raggiungere siano espliciti, chiari, lungimiranti oltre che naturalmente condivisi: una riorganizzazione delle attività legate alla didattica per evitare al massimo la dispersione delle intelligenze e delle competenze, utilizzando le risorse in modo oculato e tenendo presenti le richieste e le esigenze della società, della quale l’Università è istituzionalmente al servizio. L’obiettivo ben chiaro è quello di sostenere la formazione portandola, per quanto è nelle nostre capacità, fino al massimo livello qualitativo, grazie ad una docenza fortemente caratterizzata dalla ricerca. Particolare attenzione sarà data alla organizzazione di Master che rispondano alle esigenze di professionalità specifiche provenienti dal territorio. L’internazionalizzazione, anche nell’ambito della didattica, deve essere per noi un obiettivo costante, con la realizzazione, dove possibile, e il rafforzamento, di Corsi di studio in lingua inglese.

Ricerca – Lo sviluppo della ricerca è cruciale per la qualità della formazione, a sua volta fondamentale per la crescita del nostro Ateneo, attraverso l’avvio di un circolo virtuoso, l’unico che potrà consentirci di reggere la competizione in campo nazionale e internazionale. Per ottenere questo risultato ritengo che l’Ateneo debba potenziare i “Servizi Comuni per la Ricerca” tecnologici e scientifici. Essi dovranno interagire, cooperare e creare una sinergia razionale con le realtà della nostra Università e del territorio per sostenere la ricerca qualificata presente in Ateneo ma, soprattutto, far crescere quella in nuce. Questa strategia, oltre a permettere una razionalizzazione delle risorse e una ottimizzazione degli investimenti, darà maggiori opportunità ad un più alto numero di ricercatori di realizzare progetti competitivi anche a livello internazionale, in particolare europei, indispensabili per attrarre, nel nostro Ateneo, le risorse necessarie per consolidare e migliorare standard di ricerca di alto livello. In una tale prospettiva, l’alta formazione e l’internazionalizzazione (in primis quella dei Dottorati di ricerca e la realizzazione di Summer School) troverebbero il loro habitat naturale. Il potenziamento dei programmi di mobilità docenti/visiting e dell’Ufficio Europa sarà una priorità, così come i rapporti con la realtà mediterranea che vede la presenza anche di fondi europei dedicati. La valutazione dovrà essere svolta considerando il reale significato di evidenziare criticità e punti di forza per condividere una programmazione efficace.

Gestione – Responsabilità collegiale e su delega: pur mantenendo tutte le prerogative derivanti dalla carica, il ruolo del Rettore dovrà essere a mio avviso quello di coordinare un sistema di governo in cui le tre realtà universitarie (studentesca, tecnico-amministrativa, docente) possano interagire con uno spirito di consapevole collaborazione e compartecipazione. I due fondamentali strumenti di governo democratico, Senato Accademico e Consiglio d’Amministrazione, dovranno accentuare la responsabilità legata ai loro compiti istituzionali ma con una sottolineatura: il primo dovrà sempre di più diventare “quel luogo e quel tempo” dedicato alla progettazione del futuro dell’Ateneo e il secondo “quel luogo e quel tempo” dove la programmazione è determinata dalle risorse e dall’interesse collettivo. Sono convinta che la trasparenza del processo decisionale permetterà scelte durature e condivise e la armonizzazione dello statuto e dei regolamenti, mirati a rendere più efficiente il nostro Ateneo. La gestione non potrà prescindere dai suggerimenti e dalle proposte provenienti dagli organi fulcro della attività istituzionale, con l’individuazione di strumenti ad hoc e momenti di partecipazione in grado di dar voce ai Dipartimenti in modo organico e funzionale. A tale scopo si prevede il potenziamento dei compiti della Consulta dei Direttori di Dipartimento. In particolare, ritengo necessario valorizzare e supportare l’autonomia dei dipartimenti ed il ruolo diadico dei dipartimenti e dell’amministrazione centrale con spirito di collaborazione e per il raggiungimento di obiettivi condivisi. La valorizzazione delle competenze presenti, la formazione del personale con un aggiornamento culturale e professionale valido, la razionalizzazione dei servizi amministrativi – anche attraverso autonomie di gestione e trasversalità delle azioni – saranno fondamentali per centrare l’obiettivo di una maggiore funzionalità del sistema. I rapporti con la Regione e con gli altri Enti Locali dovranno essere privilegiati e improntati al rispetto dei reciproci ruoli istituzionali. La scelta di indicatori e di sistemi di valutazione condivisi, funzionali ad una presentazione non autoreferenziale, sarà alla base dell’impegno, sempre trasparente, da parte dell’Ateneo.

Servizi per gli studenti – Punto portante dell’Università è la qualità dei servizi che si offrono agli studenti, dal diritto allo studio all’orientamento pre e post lauream. Considero imprescindibile il miglioramento della fruibilità dei “luoghi della conoscenza”, come le biblioteche o le sale lettura, e della loro informatizzazione; il potenziamento dell’internazionalizzazione con la creazione di: 1) un programma di “summer student” a numero programmato all’interno dei Dipartimenti, per vivere più da vicino la realtà della didattica legata direttamente alla ricerca; 2) l’ulteriore incremento dei programmi Erasmus e Globus; 3) il potenziamento della ricettività per i non residenti. L’interazione e la collaborazione con le istituzioni regionali e comunali e con l’ERSU saranno determinanti per il raggiungimento di questi obiettivi.

Territorio e Città – E’ necessaria una rilettura del rapporto con la città: l’Ateneo dovrà essere impegnato ad aprirsi e a farsi conoscere come luogo dell’approfondimento culturale, anche ben oltre il periodo della vita normalmente dedicato all’istruzione universitaria. Deve accentuarsi ancor più il rapporto con Cagliari – Città della Cultura, e con Cagliari – Città Metropolitana per quelle necessarie e preziose sinergie funzionali allo sviluppo complessivo della nostra società. Il rapporto con il territorio non può prescindere dalla consapevolezza della presenza di realtà diverse e deve quindi essere favorito da una presenza e da una partecipazione costante e visibile dell’istituzione universitaria. Per questo, attenzione e impegno saranno dedicati, in sinergia con la RAS, a potenziare la capacità del nostro Ateneo nel trasferire i saperi dall’Università al territorio, inteso nella sua interezza: cittadini, impresa o pubblica amministrazione, con lo scopo di aumentare il trasferimento tecnologico a favore delle fasce d’età più giovani. Attenzione alle peculiarità della Azienda Ospedaliero-Universitaria, fucina di tutte le professioni sanitarie della nostra regione. Aprire dialoghi di maggiore accessibilità e insieme proporre concrete progettualità alla società civile contribuirà a far radicare il messaggio che la cultura è un vettore essenziale dello sviluppo, tale da produrre ricchezza anche nell’economia reale.

Maria Del Zompo

Sassari: martedì 20 gennaio alle 11 inaugurazione dell’anno accademico con Elena Cattaneo

queste le cronache (non superate) del primo gennaio

Re.Sa.

Cagliari 1 gennaio 2015 – È ancora una partita a cinque. A 48 ore dalla decisione di far svolgere le elezioni lunedì 9 marzo (ballottaggio mercoledì 25), il nome del successore di Giovanni Melis, economista, rettore uscente dell’università di Cagliari, emergerà – per ora – dal terzetto di candidati della facoltà di Ingegneria (Giacomo Cao, Giorgio Massacci, Luigi Raffo) assieme ai nomi della farmacologa Maria Del Zompo della facoltà di Medicina e del fisico Gino Saitta della facoltà di Scienze naturali. Tre candidature – Cao, Del Zompo, Massacci – sono confermate senza se e senza ma. Due – Raffo e Saitta – sono in bilico ma pendono decisamente verso il sì. Come al solito i maschi – come nel resto d’Italia – prevalgono, e come, sulle donne: 4-1. Il più giovane dei candidati è Luigi Raffo (49 anni, ligure di Lavagna), seguito da Giacomo Cao (54 anni, di Cagliari), Giorgio Massacci (60 anni, Carbonia), Luigi Saitta (61 anni, Bronte) e Maria Del Zompo (63 anni, Cagliari). Naturalmente sono sempre possibili sorprese: con rinunce e nuovi nomi. Nel capoluogo dell’isola, tra Santo Stefano e Capodanno, stanno circolando anche altri due nomi del polo umaninistico (un docente di Letteratura e una psicologa). Ancora incertezza – invece – nel polo giuridico-economico-sociale di viale Fra Ignazio, lo stesso che ha espresso il rettore uscente. Ma non è detto che emergano nomi nuovi e “unificanti” dopo possibili rinunce.

Sardinews ha chiesto una dichiarazione ai papabili (le candidature dovrano essere presentate 30 giorni prima del voto).

Giacomo Cao, professore ordinario di principi di Ingegneria chimica, coordinatore del programma bioingegneria del Crs4 e presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna, ha dichiarato: “I principali obiettivi della mia candidatura riguardano il mantenimento del carattere generalista, solidale e dinamico dell’ateneo che sappia coniugare armonicamente didattica e ricerca, il miglioramento dei servizi offerti agli studenti, il reclutamento di docenti di qualità, il pieno coinvolgimento con relativa premialità del personale tecnico-amministrativo, il miglioramento del rapporto con il sistema sanitario regionale, la condivisione delle scelte e la trasparenza della loro implementazione, l’attrazione di risorse finanziarie da più fonti, l’internazionalizzazione, l’attenzione all’edilizia e alle grandi opere in un contesto di razionalizzazione degli spazi”.

Maria Del Zompo, professore ordinario in Farmacologia a Medicina e Chirurgia. Borsista presso la “Biological Psychiatry Branch”, National Institute of Mental Health, Bethesda, (Usa), diretto da Robert M: Post e nel Laboratorio di Farmacologia, diretto da John Tallman. “Rispetto a cinque anni fa, sento la necessità improrogabile di una forte riflessione e una progettualità tutta nuova. La spinta innovativa deve basarsi sulle esperienze maturate e le fasi applicative debbono essere il risultato quasi necessario di esse. Lo sviluppo della ricerca è cruciale per la qualità della formazione. Considero imprescindibile il miglioramento della fruibilità dei “luoghi della conoscenza”, come le biblioteche o le sale lettura, e della loro informatizzazione; la creazione di un programma di “summer student” a numero programmato; l’ulteriore incremento dei programmi Erasmus e Globus e non ultima la ricettività per i non residenti, grazie a una collaborazione sempre più intensa con le istituzioni. È necessaria una rilettura del rapporto con la città e col territorio”:

Giorgio Massacci, ex preside di Ingegneria e docente di Sicurezza sul lavoro, membro del Consiglio direttivo dell’Agenzia per la certificazione della qualità e l’accreditamento Eur-Ace dei corsi di studio in ingegneria), ha detto: “Ho deciso di presentare la mia candidatura dallo scorso ottobre. Sto lavorando ai manifesti programmatici. Al primo posto inserirò iol rispetto del diritto allo studio nel senso pieno del termmine, dobbiamo riempirlo di significati pensando di agevolare in ogni modo gli studenti e combattere i tassi di abbandono scolastico che umiliano la nostra regione. Vorrei poi un ateneo sempre più collegato alla ricerca internazionale”.

Luigi Raffo, docente di Ingegneria industriale e dell’informnazione, elegato per la promozione e lo sviluppo ai Programmi europei di ricerca e sviluppo tecnologico. Da Genova ha detto a Sardinews: “Sto ancora pensando alla candidatura, l’accelerazione sopraggiunta con la fissazione delle date per il voto impone la ricerca immediata di una strategia sulla quale sto riflettendo con un gruppo di colleghi”.

Biagio Saitta, direttore della sezione cagliaritana dell’Istituto di Fisica nucleare, In congedo dall’università è stato Scientific Associate presso la Divisione Ep del Cern di Ginevra nel 1992 e nel 2000, ordinario di Fisica generale 2. Dalla Svizzera dov’è in vacanza ha detto: “La mia candidatura è ancora una possibilità, in questi giorni sto pensando di elaborare il mio manifesto programmatico”.

Il comunicato ufficiale dell’università di Cagliari

Indette le elezioni per la nomina del rettore per il sessennio 2015-2021

Si vota a partire dal 9 marzo, candidature entro il 27 febbraio

Sono state indette questa mattina le elezioni per la nomina del rettore dell’università di Cagliari per il sessennio 2015/2021: le operazioni di voto si svolgeranno lunedì 9 marzo, venerdì 20 marzo e, ove occorra il ballottaggio tra i due candidati più votati, mercoledì 25 marzo 2015.

E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dal decano dell’ateneo, Francesco Sitzia, cui spetta il potere di indire le elezioni, il quale ha condiviso con il rettore in carica, Giovanni Melis, la necessità “di assicurare continuità gestionale – si legge nell’ordinanza – con l’assunzione in carica del prossimo rettore possibilmente entro il primo semestre 2015, nell’interesse della funzionalità dell’ateneo, per le importanti scelte da assumere per il futuro, nel contesto e in considerazione dei complessi e impegnativi processi di cambiamento in atto”.
Nell’apposito bando, pubblicato oggi sul sito dell’Ateneo, è specificato che può essere eletto rettore un professore ordinario in servizio nelle università italiane, in regime di tempo pieno, valutato positivamente ai sensi dell’articolo 6, comma 7 della legge 240/2010, che assicuri un numero di anni di servizio, prima del collocamento a riposo, almeno pari alla durata del mandato.

Ad eleggerlo sono chiamati i professori di ruolo in servizio, i ricercatori a tempo indeterminato, gli assegnisti di ricerca ed i ricercatori a tempo determinato di cui agli articoli 22 e 24 della legge 240/2010 (con voto ponderato pari al 10 per cento del totale della categoria), il personale tecnico-amministrativo (con voto ponderato pari al 15 per cento del numero totale degli aventi diritto al voto delle categorie precedenti, gli studenti eletti nel Senato accademico, nel Consiglio di amministrazione, nel Nucleo di valutazione, nei Consigli di Corso di studio o di classe, nei Consigli di Facoltà, nei Collegi delle scuole di dottorato e nei Consigli delle scuole di specializzazione.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 27 febbraio 2015 alla Commissione elettorale centrale. Per ulteriori dettagli si può consultare il bando sul portale dell’Ateneo (www.unica.it).

Cagliari, 30 dicembre 2014

Posted by Redazione

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