giuseppe-lai1Perdasdefogu – Dopo la sua partecipazione alla ‘Biennale Internazionale d’Arte’, tenutasi a Palermo dall’undici al venticinque gennaio scorso, è stata grande la soddisfazione del pittore foghesino, Giuseppe Fabrizio Lai, nello scorrere la graduatoria delle prime cento opere, stilata da quel comitato scientifico. Creata dalla ‘EA Editore’, patrocinata dal Mibac e dall’assessorato regionale ai beni culturali, l’Artexpo siciliana, ha celebrato la sua seconda edizione sulle ali del grande successo riportato dall’evento nel 2013. Quest’anno, i prestigiosi spazi espositivi palermitani, hanno ospitato oltre settemila artisti provenienti da ben cinquanta nazioni. Divisa in tre sezioni, scultura, pittura e fotografia, la kermesse culturale ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico, tra appassionati e addetti ai lavori. Le migliaia di opere, tutte singolari e di grande pregio, sono passate al vaglio del comitato scientifico presieduto dallo scrittore, giornalista e critico d’arte, Paolo Levi, e composto dall’editore,Sandro Serradifalco; dal critico e studioso dei movimenti culturali del ‘900, Salvatore Russo; dal filosofo e specialista in Estetica, Riccardo Baldelli; dal giornalista, Rino Lucia; dal poeta e saggista, Luciano Lepri; da Serena Carlino, critico d’arte e editore e dallo scrittore e consulente artistico, Francesco Saverio Russo. Ospite d’onore della manifestazione, Vittorio Sgarbi.

Da quest’assise di esclusivo livello, sono state scrutinate le opere dei partecipanti, comprese quelle dell’artista sardo, Giuseppe Fabrizio Lai. Nato a Perdasdefogu, paese dell’Ogliastra, per ragioni legate al suo lavoro, l’artista vive nella cittadina costiera di Muravera. Sposato e padre di due figli, strada facendo, è rimasto folgorato dall’arte della pittura, come spiega egli stesso: “Ho iniziato a dipingere nel 1991. Sono rimasto improvvisamente colpito dalla potenza espressiva dei colori. In breve tempo, la pittura, si è trasformata in una passione che amo definire, splendida. La tela – prosegue l’artista foghesino – è diventata, nel tempo, lo specchio della mia essenza. Su di lei riordino le mie emozioni, i miei più reconditi pensieri e la mia personale concezione del vivere, in tutte le sue sfumature che la mia sensibilità artistica percepisce”.

Tracciandone il profilo artistico, definendolo post-impressionista, il critico e storico dell’arte, Alfredo Pasolino, di lui scrive: “Nelle sue opere si nota la forte influenza inconscia di Van Gogh e di Klimt. Il paesaggio e la Natura sono i temi frequenti della sua tavolozza di colori accesi, oltre al tema radicato all’esistenza e la ricerca filosofica dell’io-innocente interiore, con il conseguente cambiamento di linguaggio e di stile. La forte carica emotivo-espressiva ci offre un quadro completo di questo artista, analista dell’anima con le sue problematiche”. Alla seconda edizione della ‘Biennale Internazionale d’Arte’, Fabrizio Lai, ha ottenuto il 48° posto in assoluto; risultato di tutto rispetto considerata la grande affluenza di artisti da tutto il mondo: “Credo, nel mio piccolo – ha sottolineato il pittore mal celando una comprensibile emozione – di potermi ritenere più che soddisfatto. Questo riconoscimento mi dà la forza di migliorare e proseguire il mio percorso artistico, che considero in piena evoluzione. Chi osserva alcuni dei miei lavori, del resto, si renderà conto di questa crescita che offre a ciascun osservatore, comunque, l’opportunità d’interpretarne il significato secondo il proprio personalissimo punto di vista. Nelle mie opere – conclude l’artista foghesino – non c’è nulla di scontato”.

In attesa di una sua personale, al pittore sardo sono giunti i numerosissimi complimenti, per il risultato ottenuto, di quanti, amici, conoscenti e appassionati d’arte, hanno avuto la fortuna di imbattersi nelle sue tele.

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