K3ZF2276K3ZF2404I più ci vedranno una pièce di estrema attualità con le Olgettine attorno a re Silvio tra Arcore e Porto Rotondo. Ma la commedia che venerdì 13 (ore 21) sarà rappresentata sul palco del teatro ridotto del Massimo a Cagliari è quella eterna delle coppie clandestine con annessi e connessi che tutti conoscono con tanto di piccante, piacevole e imbranato anziché no. Il testo base deriva da un classico del repertorio satirico tedesco del primo novecento, “Die Hose” di Carl Sternheim. E in italiano, per la regia di Luigi Lunari, diventa “L’incidente”, commedia che sviluppa un intricato procedimento farsesco al cui centro vi sono una donna, innocente provocatrice, concupita da tutti, e un fantozziano impiegato di banca che sbava e striscia fra deputati vogliosi e bavosi col codazzo di capufficio lascivi. Vi piacerà, come dice la regista Carla Calò, “il signor Meroni, il più caratterizzato, piccolo borghese milanese a volte carrierista come i personaggi del migliore Alberto Sordi”. La compagnia è quella di “Parole rivelate” che già si è imposta, in Sardegna e sulla scena nazionale, con “Difesa di dama”, “La cena dei cretini” di Francis Weber e “Tra dire e non dire meglio tradire” da testi di Cechov e Dino Buzzati.
Il cast – sardissimo – è decisamente affiatato e professionale con la regia di Carla Calò e Ferdinando Manunza che è anche attore apprezzato in compagnia di una splendida Rebecca Anichini, Nino Mameli, un Maurizio Anichini che più sicuro non si può, Corinne Vigo, Manuela Anichini (la grande Presidentessa), Luigi Ibba ed Ester Murenu, ognuno scolpito ad hoc per la parte interpretata. Le scene e i costumi sono di Marco Nateri, musiche originali di Gianni Piludu.

Uno spettacolo moderno, con personaggi assortiti, servili, superbi, arroganti, maldicenti, a volte passionali oppure semplicemente prossimi alla pazzia. La vicenda inizia con un paio di mutandine di pizzo nero che un elastico galeotto fa scivolare ai piedi della bella e giovane Signora Meroni. Tutti gli occhi dei presenti (il fatto avviene durante una cerimonia pubblica di inaugurazione di una banca davanti al vescovo e al ministro) si posano – suscitando opposti sentimenti – sull’indumento. Ancora Carla Calò: “Le voglie più represse, le fantasie e i desideri più segreti esplodono, scatenando questa farsa dove boccacceschi intrighi si snodano attraverso colpi di scena e situazioni buffe e paradossali viste però attraverso la lente di un crudo umorismo che, inesorabilmente, finisce per mettere a nudo l’umana ipocrisia, non senza il compiacimento dell’autore”.

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