foto ProfessoressaLa professoressa Laura Pisano, docente di Storia del giornalismo all’università di Cagliari, mostrerà la sua vena artistica giovedì 12 marzo alle 17.30 con un intervento “Cantare le donne” all’Ostello della gioventù, Scalette del Santo Sepolcro, a Cagliari. La docente, accompagnata dalla sua chitarra, proporrà testi della letteratura popolare internazionale e sarda.

Chi è l’artista-professoressa
Laura Pisano è professore ordinario di storia del giornalismo nella facoltà di Lingue e letterature straniere dell’università di Cagliari e dal 2002 al 2008 presidente del corso di laurea in Lingue e comunicazione e del corso di laurea specialistica in lingue e linguaggi per la comunicazione multimediale e il giornalismo. Ha dedicato i suoi principali studi alla storia del giornalismo, alla storia contemporanea, alla storia della scrittura delle donne in Italia e in Francia.
Ha iniziato le sue prime ricerche sotto la guida dello storico e giornalista Paolo Spriano, e indirizzato i propri studi verso la storia del giornalismo, pubblicando due volumi (1977 e 1986) sulla storia della stampa in Sardegna. Ha successivamente studiato la diffusione dei periodici stranieri in Sardegna dal XVIII al XX secolo; i primi giornali femminili italiani, in collaborazione con la studiosa francese Christiane Veauvy, per una comparazione con i giornali delle donne francesi dalla Rivoluzione al 1848; le biografie delle giornaliste italiane dal Settecento ad oggi; segue, con la collaborazione di giovani ricercatori a un suo progetto, la pubblicazione del primo Dizionario storico bio-bibliografico delle giornaliste italiane (2004). Ha svolto la sua attività di insegnamento anche nel Master-Diplôme qualifiant “L’étique comme moteur de changement: médiations transculturelles”, Parigi, promosso dal Consorzio Universitario Euromediterraneo.

Gli studi di Laura Pisano hanno messo in rilievo l’importanza del giornalismo nella crescita politica e sociale in età contemporanea, con particolare riferimento al rapporto città-campagna, alla formazione di un ceto di notabili illuminati che ha costruito la progressiva partecipazione politica attraverso i giornali e le forme di comunicazione che ad essi si legavano in territori fortemente condizionati da analfabetismo, povertà e isolamento. I suoi studi hanno inoltre fatto emergere il ruolo svolto dalle giornaliste e dalle scrittrici nel costruire non solo reti di rapporti femminili, ma anche richieste diffuse di riconoscimento dei diritti delle donne.

Ha fatto parte, dal 1997 al 2004, del Consiglio nazionale del Ministero per i beni e le attività culturali, insieme a varie altre attività[4]. Dal 1998 aderisce alla “Société Internationale des Historiens de la Méditerranée” (SIHMED), fondata dal professor Salvatore Bono dell’università di Perugia.

Posted by Redazione

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