Eugenia Tognotti, docente all’università di Sassari, editorialista di punta de La Stampa, commenta per Sardinews l’elezione di Maria del Zompo a nuovo rettore dell’università di Cagliari.

Una donna all’università: orgoglio per la società sarda

di Eugenia Tognotti

del zompoLa elezione di Maria Del Zompo a rettore di Cagliari – e con una maggioranza bulgara che dà conto del consenso di cui gode nella comunità accademica – è importante da diversi punti di vista. Da quello generale, naturalmente, se si considera il più che sparuto manipolo delle donne rettore in Italia: 5 su 78, un rapporto che rispecchia la difficoltà delle donne di fare carriera all’università, “un tubo che perde” è stato definito, considerando il fatto che, a fronte della “superiorità” delle donne nella fase della formazione (22 donne su 100 iscritte si laureano a fronte di 15 uomini) e dell’esiguo numero dei professori ordinari donne (soltanto il 20 per cento).

L’altro aspetto riconduce al “regional pride”: è motivo di orgoglio, che una delle pochissime donne rettore italiane sia stata eletta, hic et nunc, qui in Sardegna, a Cagliari: la prima donna rettore di una serie infinita di rettori uomini che si sono succeduti lungo i secoli di storia dell’ateneo cagliaritano. Credo che sia un fatto importante per l’intera società sarda e non solo per la comunità accademica che le ha assicurato un così largo consenso.

Passaggi come questo, conquiste che modificano lo status quo e danno una scossa a istituzioni, talora attardate e chiuse ‘al nuovo’ come l’università, disseminano cultura e trasmettono un segnale alle donne. Le differenze di genere nel mondo scientifico si battono con cervello e applicazione; i ruoli di responsabilità si conquistano a fronte di competenza, autorevolezza, studio, qualità, capacità. Senza autoescludersi, tirarsi indietro, antico difetto femminile, come quello di non riuscire a fare ‘rete’. Novità come queste annunciano un nuovo futuro in cui, si spera, vengano eliminati gli ostacoli che impediscono alle donne di raggiungere i più alti livelli di carriera, che non è certo un fenomeno circoscritto all’Italia, né tanto meno al mondo dell’Accademia.

Tanti auguri, dunque, alla professoressa Del Zompo: conoscendola sono certa che non dovrà dimostrare di essere all’altezza del ruolo, perché lo sarà. Di certo ha già ben presente come lavorerà alla sua “Carta de Logu” accademica, negli anni difficili che si preparano per le università meridionali, nella stretta della crisi e della contrazione delle risorse.

Posted by Redazione

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