Calvario / Tra vita e sacrificio

CalvarioGli ultimi dieci anni sono stati particolarmente difficili per la vita dei cattolici. Il notevole numero di rivelazione di abusi sessuali da parte di preti nei confronti di minorenni ha scosso l’istituzione e i fedeli, ha messo sotto i riflettori un aspetto della chiesa che per secoli era solo voce di corridoio, e oggi è fatto giuridico. Lidea del “prete pedofilo” ha cambiato la percezione della chiesa in tutto il mondo, e ha reso la vita difficile per i vertici delle istituzioni, che solo negli ultimi anni hanno preso di petto il problema, e per tutti i preti che vivono la loro vocazione con serietà e passione. Padre James è uno di questi: un uomo che ha deciso di diventare prete da adulto, dopo la tragica morte di sua moglie. Sessantenne, ha una figlia trentenne, ed è parroco in una cappella in un piccolo paese irlandese, un posto calmo, in riva alloceano. Vive una vita semplice, al servizio della gente del suo paese.

Un giorno, nel buio del confessionale, un uomo gli racconta della sua infanzia, rovinata dagli abusi che ha ricevuto da un prete, un fatto ignorato da tutti, in particolare dalla sua chiesa. È unesperienza che ancora lo tormenta, che gli ha segnato la vita. L’uomo rivela la sua intenzione di uccidere Padre James, in riva al mare, in una settimana. Non perché sia un cattivo prete, anzi; la sua innocenza rispecchia quella dei bambini che hanno ricevuto gli abusi dai preti, la sua morte avrebbe un valore simbolico, sarebbe un segnale per svegliare un’istituzione che ancora non è riuscita a dare un segnale concreto di pentimento. Luomo lascia il confessionale. Così inizia Calvario: con una minaccia da parte di un uomo la cui identità è ignota allo spettatore.

Padre James invece sa chi lo sta minacciando, ma non vuole rivelarlo a nessuno, nonostante una minaccia di questo tipo, tecnicamente, trascenda le regole del confessionale e potrebbe essere rivelata alle autorità. La pellicola racconta la settimana che precede il confronto del prete con il suo potenziale assassino, i suoi incontri con vari personaggi che popolano il suo villaggio e la sua parrocchia, ognuno un potenziale assassino negli occhi dello spettatore: la maggior parte di queste persone ha un rapporto conflittuale con la chiesa. Vanno a messa, ma hanno un rapporto molto cinico con le regole dell’istituzione, con le regole in generale. È facile pensare che la loro fede sia stata incrinata dalla consapevolezza dei peccati di coloro che dovrebbero guidarli. Sono anime perse, ma Padre James non rinuncia a dare loro consigli, a credere alla sua missione. I cittadini lo rispettano più di quanto rispettino la chiesa, diventa presto chiaro che la sua caratura spirituale sia ben superiore a quella dei suoi colleghi, anche di quella dei vescovi a cui deve riferire i suoi dubbi.

Ma James non è un santo. È un uomo che ha vissuto, e quando sua figlia Fiona lo viene a trovare, reduce da un fallito suicidio, i demoni che tormentano il parroco diventano evidenti quanto le sue qualità. In passato ha bevuto molto, probabilmente era una persona facilmente irascibile, sensibile quanto orgogliosa. Dopo la morte di sua moglie, la scelta di entrare nella chiesa è stato un modo per cercare un equilibrio e mettere a tacere i suoi demoni. Ma la sua capacità di riconoscere e rispettare questi demoni gli dà umanità. Il paese dove vive è popolato da lavoratori, da vecchi scrittori, da un ricco uomo daffari pieno di sensi di colpa, da una bella donna adultera, da molte anime in cerca di guida, che vanno in chiesa solo per inerzia, sopprimendo la speranza di trovare risposte nella fede, una speranza che però non può essere del tutto soffocata, così da creare rabbia, delusione, risentimento.  Padre James è al centro di questi sentimenti, spera di fare la differenza, ma è troppo onesto e intelligente per non capire quanto listituzione che rappresenta sia distante dai valori che predica. Per questo non è facile per lui capire se sia meglio affrontare il suo attentatore o se sia più saggio fuggire; si chiede se la morte di Cristo fosse di fatto un suicidio, e se la chiesa condanna il suicidio, qual’è la strada virtuosa?

Calvario è il secondo film da regista di John Michael McDonagh, già autore di The Guard (in Italia distribuito con lagghiacciante titolo Un poliziotto da Happy Hour), e sceneggiatore di Ned Kelly, ed è la sua seconda collaborazione con Brendan Gleeson, che qui interpreta Padre James, e dimostra ancora di essere un attore di grandissimo livello. È circondato da un ottimo cast: Chris ODowd, Kelly Reilly, Aidan Gillen, Dylan Moran, attori che riescono a creare unatmosfera a metà strada tra il dramma e la commedia, grazie alla guida di un regista determinato a raccontare una storia piena di complessità senza cedere alla tentazione di calcare la mano sul melodramma. È una film di raro equilibrio, capace di guardare con rispetto alla religione come rito, e al fallimento dellistituzione della chiesa cattolica nel prendere sul serio la sua missione, ma anche brillante nel dipingere il ritratto di un paese che diventa una versione in miniatura del mondo moderno.

Calvario non giudica i suoi protagonisti e non offre una lezione univoca, ma piuttosto lascia allo spettatore lo spazio per trovare un significato personale nella storia di Padre James e dei suoi compaesani. È un film che racconta la chiesa cattolica con distacco e rispetto, senza minimizzare gli orrori di cui si è resa responsabile, ma evita semplificazioni, mettendo sotto ai riflettori limportanza dei singoli dentro lorganizzazione, limportanza delle persone capaci di prendere di petto la responsabilità delle scelte; uno degli aspetti più importanti, e più fraintesi, della parabola cristiana stessa.

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