107consolajapanGiacomo Mameli

Perdasdefogu – Era, Consòla Melis, la sovrana della famiglia più longeva del mondo. Nonna mito, loquace e arguta, pranoterapeuta e osteopata fai da te, star ricercata dalle televisioni e dai giornali di mezzo mondo, tra Cnn e Bbc, New York Times e Asahi Shinbun. È morta nella sua casa sabato 6 giugno alle 9.35 e Perdasdefogu, il paese che l’ha vista nascere nel rione San Sebastiano, ha vestito il lutto e sentito i rintocchi funebri di san Pietro. Avrebbe compiuto 108 anni fra 76 giorni confermando alla Sardegna e all’Italia, per il quarto anno consecutivo, il Guinnes World Record della longevità nel pianeta (837 anni con nove fratelli viventi, figli di Francesco Melis – noto Cicciu, soldato del battaglione 317 di milizia territoriale – ed Eleonora Mameli). Incessante, per tutta la giornata, il pellegrinaggio per rendere omaggio alla salma.

Lo scorso gennaio, a pochi mesi dal secolo, era morta la sorella Maria. A Consòla è stata fatale – due settimane fa – una caduta in cucina e un disturbo ai bronchi. Ma ha conservato la lucidità intellettuale e il sorriso fino alla morte. Aveva a fianco tutti i nove figli e i fratelli: anche la sorella Claudina che compirà 102 anni il prossimo 30 giugno e Antonio che ne ha festeggiato 96 lo scorso 5 maggio. Paesana a tutti gli effetti, le piaceva stare con i giovani. “Perché – diceva Consòla -. il mondo ha girato e adesso i ragazzi di Foghesu diventano dottori, mica restano pastori o analfabeti o quasi come me”. Sempre molto religiosa, messa mattutina e il libro delle orazioni, entusiasta di Papa Francesco: “Ha lo stesso nome di mio padre, è il nono Pontefice che ho conosciuto. Sono nata il 22 agosto del 1907, sotto Pio X”. Restano, con Claudina e Antonio, Concetta di 94 anni, Adolfo di 92, Vitalio (89), Vitalia (84) e Mafalda-la piccola (81) per un totale di 638 anni. Attorno a loro 62 nipoti di Consòla diventata trisavola cinque volte: Rita è l’ultima nata (4 mesi), Asia, Matteo, Cristian e Alessio.

“Il paese ringrazia zia Consola e la famiglia Melis perché – ha detto il sindaco Mariano Carta – hanno portato nel mondo il nome del paese e della Sardegna dando esempi illuminanti di laboriosità e onestà”.

Sempre autonoma, ottima conversatrice e in buona salute, Consola scherzava perché “ogni mattina devo prendere una pastiglia per la pressione”. Ripercorrendo la sua vita, ricordando gli eventi di due guerre, “la fame nera degli anni ’40”, parlava del suo matrimonio con Giovanni Lai (“di mattina sposati in chiesa, di sera a mietere il grano”), di alcuni lutti in famiglia (la morte di tre figli). Quando le ricordavano il record mondiale della longevità usava chiedere: “Ma i conti li avete fatti davvero in tutto il mondo?”. E spiegava: “Ho vissuto a lungo perché ho fatto una vita sana, ho camminato tutti i giorni, ho mangiato cibi genuiti e bevuto acqua di fonte”.

Una famiglia religiosa, si è detto. È stato uno dei tanti nipoti di Consola, don GianMarco Lai, direttore della delegazione salesiana in Madagascar, ieri mattina, a telefonare e dire che “pregheranno per zia Consola 177 bambini e bambine che oggi faranno la prima comunione nella cappella di Ankililoaka”. Preghiera che giunge da 8 mila chilometri. Consola se n’è andata confermandosi “nonna dei due mondi”.

I funerali a Foghesu lunedì 8 giugno alle 16 nella chiesa di san Pietro

E Zio Vittorio le porta tre rose e le dice “In sa santa gloria”

Perdasdsefogu – Fra i primi a rendere omaggio alla salma di Consòla è stato un altro centenario, Vittorio Palmas: compirà 102 anni il prossimo 16 dicembre, altro mito del paese e testimone della storia contemporanea. Palmas, noto “Cazzài”, vissuto fra due guerre, è fra i pochi scampati allo sterminio di Bergen Belsen, il campo dov’era stata internata Anna Frank, con migliaia di ebrei. In quel lager chi pesava meno di 35 chili veniva buttato nelle camere a gas. Palmas si era salvato perché “quel giorno del 1944 la bilancia aveva segnato chili 37, sono vivo per due chili”. Ieri “zio Vittorio” ha portato a Consòla tre rose del suo orto-giardino che guarda la vallata di San Salvatore. Ha salutato la sua “amica e paesana” con le quattro parole che accompagnano al cimitero tutti i defunti di Foghesu: “In sa santa gloria”. E così ha fatto tutto il paese: Adiosu Consòla, mamma de Foghesu e de Sardigna.

Posted by Redazione

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