baunei-sardegna“Confuso e felice”. Se si dovesse sintetizzare in due parole la condizione del turista medio in Sardegna, sarebbe così. Soddisfazione alle stelle per le bellezze della natura, ma anche grandi difficoltà a orientarsi e anche a utilizzare i mezzi pubblici, a causa di un sistema ancora farraginoso e inefficiente. Ne avevamo già parlato su Sardinews con una serie di interviste; ora è stato presentato al pubblico “Destinazione Sardegna”, il primo rapporto del Crenos, il centro di ricerca sociale ed economica dell’università di Cagliari e Sassari. Nihil novi, in sostanza conferma quanto si sapeva già: “La Sardegna può davvero diventare una meta mondiale del turismo”, afferma l’assessore regionale Francesco Morandi. I dati parlano di un aumento degli arrivi, dopo un periodo di tragica crisi: si è passati da un calo di quasi un milione di presenze tra il 2009 e il 2013, a una ripresa del 5 per cento, un dato comunque più basso della media nazionale, ma che basta per concludere che “la crisi è ormai alle spalle”.

francesco-morandiMa qual è l’identikit del turista medio? Tra i tanti dati, spicca l’interesse per le località balneari. Tre turisti su quattro vengono per il mare, e la Costa Smeralda costituisce il richiamo più forte; seguono Cagliari, e poi le altre province. Ma è alto anche l’interesse per il turismo enogastronomico, o culturale. Tra le spese del turista, dominano quelle cosiddette “vive”, per viaggio, pernottamento e pasti: il resto è dedicato alle attività ricreative, mentre solo il 3 per cento spende nei negozi. Il valore medio è di 61 euro al giorno per i turisti italiani, mentre per gli stranieri la cifra sale a 91 euro. Complessivamente, tolta quella per il viaggio, la spesa media è pari a 548 euro per un italiano, mentre molti stranieri arrivano a spenderne anche oltre 700. Vale la pena di notare che la Sardegna batte tutte le regioni italiane (come vedremo più avanti), malgrado la sola Rimini abbia più alberghi di tutta l’isola.

Ma soprattutto i ricercatori del Crenos hanno intervistato i turisti, distribuendo questionari a 1461 persone. E i dati sono incoraggianti: L’80 per cento degli intervistati suggerirebbe la Sardegna come luogo per le vacanze, e il 79 ci tornerebbe, percentuale che si mantiene alta anche nella bassa stagione, purché aumentino i collegamenti. Scendendo nei dettagli la situazione diventa più chiara. La soddisfazione è alle stelle per quanto riguarda le risorse naturali (60 per cento) e si mantiene alta per le strutture alberghiere e gli alloggi in generale (47), o per l’ospitalità (54); mentre scende tantissimo per i trasporti (20 per cento) e anche di più per le informazione offerte al turista (19). L’immagine è quella di una terra “ospitale, ma poco accogliente”, riassume Morandi, che individua alcuni temi chiave: “dobbiamo puntare anche sulla cultura. Abbiamo in progetto una rete di info point a regia regionale, che crei un marchio della Sardegna competitivo a livello mondiale”.

E per quanto riguarda i trasporti? “Punteremo sui lavori pubblici, e in particolare sui treni”. Ma c’è anche l’intenzione di sostenere i voli, in particolare i low cost. Un’opinione condivisa da Paolo Manca, presidente di Federalberghi: “Purtroppo i dati ci parlano del 40 per cento di strutture in meno rispetto a vent’anni fa. Il nostro problema quotidiano è aumentare l’accessibilità. Dobbiamo offrire servizi ai turisti perché la spiaggia non basta più, e loro desiderano giustamente esplorare l’isola”. A questo proposito, solo il 7 per cento sceglie il mezzo pubblico, contro il 50 che preferisce usare mezzi propri, o noleggiare un veicolo. Una scelta dettata dalla voglia di libertà di movimento, ma anche da esperienze negative con i trasporti regionali. La soluzione? “Puntiamo anche sulla bassa stagione”, continua Manca, “abbassando i prezzi possiamo far aumentare i flussi. So che è difficile, ma gli operatori provino a sforzarsi”.

Intanto, le case in affitto sono la scelta preferita dal 31 per cento dei turisti, che hanno speso 82 milioni di euro lo scorso anno; ma gli alberghi, col 23 seguono a ruota. Un dato importante riguarda i tedeschi, che restano, come da tradizione, i più innamorati dell’isola. Tanto che il rapporto dedica un capitolo unicamente a loro: i loro arrivi toccano circa il 27 per cento, seguiti da francesi, britannici e spagnoli. “Guardiamo lontano: un’ulteriore opportunità potrebbe venire anche dal turismo orientale, e dalla Cina”, è l’auspicio di Morandi. Intanto, i turisti provenienti dalla terra dell’Oktoberfeast si confermano grandi viaggiatori: hanno effettuato 146 milioni di viaggi in tutto il mondo, un dato tra i più alti nella media europea. Il resto delle cifre sulla Sardegna, invece, è nella media: anche se la soddisfazione qui tocca i massimi storici. Addirittura il 90 per cento dei tedeschi si dichiara soddisfatto della vacanza, e molti la ripetono ormai da anni. Peccato che, quando si tratta parlare di lati negativi, la situazione non cambia: su trasporti e informazioni al turista, la soddisfazione resta bassissima. La maggior parte dei turisti tedeschi, poi, si reca in alberghi e case vacanza affittate; ma sono in tanti a scegliere anche il viaggio organizzato.

Interessanti i dati sui “rivali” della Sardegna: il più forte è la Spagna, preferita dal 18 per cento dei turisti stranieri. Al secondo posto però c’è la Toscana, e seguono diverse regioni italiane, tra cui la Sicilia e il Lazio. La fedeltà infine si conferma un valore alto su tutti i fronti, anche se pure qui c’è qualche osservazione da fare: il turista che si reca da tempo in Sardegna infatti tende a spendere meno, probabilmente perché è venuto meno “l’effetto novità”.

Poi il rapporto arriva alle grosse cifre: quasi due miliardi di euro la spesa turistica complessiva, con 1.24 miliardi di euro legati alle importazioni. Dati che fanno gongolare l’assessore Morandi: “ora lavoreremo per un’accurata programmazione con le associazioni alberghiere, e poi sulla comunicazione: saremo presenti sui canali web, e anche in 17 fiere internazionali.” Tutto per far diventare la Sardegna “l’isola della qualità della vita: e i dati ci dimostrano che siamo sulla buona strada”.

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