SASSARI. «La narrativa sarda degli ultimi quarant’anni» è il tema e il titolo di un incontro di studi che si terrà il 10 e 11 settembre a partire dalle 9.30 nel Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’università di Sassari, nell’aula Dostoevskij di via Roma 151.

L’appuntamento scientifico, che raduna assieme a diversi ricercatori dei due atenei sardi alcuni studiosi provenienti da università europee (Paris X, Liegi), si inserisce nelle attività di ricerca dell’«Osservatorio critico della narrativa sarda contemporanea in lingua italiana», centro di ricerca di recente formazione, inquadrato nel Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali e diretto da Massimo Onofri. Attraverso un sito internet di prossima pubblicazione (www.narrativasarda.it) l’Osservatorio si propone di offrire, tramite un repertorio di schedature critiche, uno strumento di orientamento primario sulla narrativa sarda in lingua italiana dal 1975 in poi.

E da queste basi – si legge in una nota – nascono gli obiettivi di questo convegno. Come è noto, la narrativa sarda in italiano ha ricoperto e ricopre un ruolo di un certo rilievo nelle vicende editoriali nazionali e internazionali. La produzione di romanzi o raccolte di racconti brevi di autori sardi che scrivono in lingua italiana corrisponde infatti, per quantità e qualità, a un significativo fenomeno della contemporaneità letteraria, visibilmente rafforzato nel primo decennio degli anni 2000. Questa tendenza del nuovo secolo riprende, d’altronde, una tradizione radicata nel Novecento, che ha visto, in gran parte del suo corso, l’affermazione di almeno tre notevolissimi casi letterari: Grazia Deledda, Giuseppe Dessì e Salvatore Satta.

Attraverso alcuni focus ravvicinati sugli autori più interessanti di questo quarantennio (si pensi a Sergio Atzeni e a Salvatore Mannuzzu), passando per alcune panoramiche storiografiche e tematiche, oltre che di genere e gender, il convegno si propone di contribuire a un ragionamento sul canone letterario della narrativa sarda contemporanea, al di là di steccati identitari.

 

 

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Posted by Redazione

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