isreL’Isre si rinnova. Per diventare un polo museale integrato e ripensato sia dal punto di vista infrastrutturale che organizzativo. Da maggio a settembre, sono stati cinque mesi di lavoro intenso che hanno visto impegnato tutto il personale dell’Istituto, a partire dal presidente Bruno Murgia e la direttrice Cristiana Collu, in procinto di lasciare l’incarico perché chiamata a dirigere dal primo novembre la Galleria nazionale di arte moderna di Roma. Uno sforzo che, nonostante i pesanti tagli ai finanziamenti, getta solide basi per restituire all’Isre il ruolo che gli compete nel panorama culturale e antropologico e allo stesso tempo per allargare il suo raggio d’azione in altri settori della vita sociale attraverso la collaborazione con enti e strutture pubbliche e private. Risultati e progetti futuri sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa, a cui ha partecipato, oltre Murgia e Collu, anche il consigliere d’amministrazione Gian Paolo Mele.

Tra le cose portate a termine c’è la nuova ala del Museo del Costume, che sarà inaugurata il 12 dicembre e dove sarà esposta la mostra permanente, mentre la parte già esistente sarà interessata da un nuovo allestimento delle opere, curato dal designer Marti Guixé. L’intenzione, anche attraverso la presenza di una caffetteria, è quella di creare un ambiente dove, oltre ammirare le variegate produzioni isolane, il pubblico possa intrattenersi e non sia solo di mero passaggio.

Casa Deledda. Nei prossimi giorni alcuni ambienti del museo deleddiano saranno riallestiti (sempre a cura di Marti Guixé) per garantire una maggiore fruizione al pubblico. Anche in questo caso è prevista la creazione, nel giardino, di un luogo di sosta dotato di caffetteria. Dopo oltre trent’anni il museo ha inoltre ottenuto il certificato di prevenzione incendi che consente di poter ospitare un numero maggiore di visitatori.

Porto Cervo. Dal 6 agosto al 13 settembre, nei locali ex Isola di Porto Cervo l’Isre ha allestito, con un costo complessivo di 40mila euro, un’area espositiva per promuovere le produzioni tradizionali isolane. Show room in cui è stato possibile non solo ammirare, ma anche acquistare prodotti artigianali ed enogastronomici. Un passo concreto per legare il turismo tipicamente balneare a quello culturale e antropologico.

Nuovo Comitato scientifico. È stato nominato il nuovo Comitato scientifico dell’Isre. Oltre al confermato professor Aldo Maria Morace, ordinario di Letteratura e Filosofia dell’Università di Sassari, ne fanno parte Antioco Floris, ricercatore e docente di Linguaggi del Cinema e della Televisione all’Università di Cagliari, e l’antropologo francese Marc Augé. Tutti nomi di assoluto prestigio nel panorama accademico nazionale e internazionale.

Concorso cinematografico Avisa. Nel mese di giugno si è tenuta la premiazione dei vincitori della settima edizione del concorso cinematografico Avisa (Antropologia Visuale in Sardegna), Roberto Carta e Andrea Lotta. Una novità prevista nel prossimo bando è quella che vede l’abbassamento dell’età degli ammessi alla partecipazione al concorso, da under 40 a under 30.

Rassegna “La finestra sul cortile”. Dal 30 giugno al 28 luglio, nel cortile della casa natale di Grazia Deledda si è tenuta la rassegna “La finestra sul cortile”, ciclo di proiezioni di documentari e cortometraggi etnografici dedicati ai molteplici ambiti culturali dell’isola.

Tirocini personale. Il personale dell’Istituto ha partecipato a tirocini formativi sulla comunicazione e altri ne sono previsti nei prossimi mesi, tra cui uno di storytelling con Andrea Fontana.

Nuovo logo. L’istituto si è dotato anche di un nuovo logo che presto capeggerà su tutte le iniziative a firma Isre. 

A parte le cose già fatte, altre sono in avviato stato di compimento. Tra questi un progetto sulla Poesia estemporanea, la rassegna di film dal reale che prenderà il nome di Isre Cinema, curata da Antioco Floris e Alessandro Stellino, la realizzazione di un libro di David MacDougall, presentazione dei libri di Angelo Mellone e Marcello Fois e iniziative in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari.

«Abbiamo iniziato il cammino per far uscire il museo dal cono d’ombra in cui era entrato», ha spiegato Bruno Murgia che si è detto “strafelice” di aver collaborato con Cristiana Collu «con la quale abbiamo trascorso cinque mesi “ventre a terra”». Il presidente, e con lui Cristiana Collu, ha ringraziato anche tutto il personale dell’Isre «per il grande sforzo profuso e la voglia di rimettersi in gioco». Ringraziamenti alla direttrice sono arrivati anche da parte del consigliere d’amministrazione Gian Paolo Mele, «per l’impegno e in particolare per l’attaccamento dimostrato a Nuoro». Da parte sua la direttrice ha parlato del suo lavoro all’Isre come un’esperienza «straordinaria, intensa e divertente». Collu ha spiegato che forse qualcuno potrà storcere il naso per i cambiamenti messi in atto, ma «il cambiamento – ha affermato – non vuol dire lasciare indietro la tradizione. Vuol dire portarla avanti tenendo conto del tempo che viviamo». La direttrice si è augurata che la comunità partecipi sempre di più alle scelte in questo senso «perché senza comunità, non c’è cultura».

(La foto è di Massimo Locci)

Posted by Redazione

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