Il sito www.mariomelis.eu, dedicato all’esponente sardista Mario Melis, varca la soglia del primo anno dalla sua nascita con il traguardo di 35 mila visite.

Mario-Melis-1La raccolta di documenti era stata creata e resa fruibile con lo scopo di mantenere viva la conoscenza del pensiero e dell’azione politica di un uomo il cui impegno si è protratto, a favore della propria terra, per 50 anni e che per questo motivo offre uno spaccato di storia della nostra Isola. Le persone che visitano il sito, a giudicare dalle ricerche effettuate, lo fanno principalmente per studio e approfondimento di tematiche economiche, sociali e politiche. La raccolta continua a essere arricchita di contenuti, mano a mano che i documenti di archivio vengono classificati e resi fruibili per il web, e così sarà fino all’esaurimento dei testi a disposizione.

I curatori delle pagine – si legge in una nota –  sono “soddisfatti e motivati dalla costante presenza di visitatori e si augurano di poter contribuire, attraverso questo strumento, all’arricchimento delle fonti documentali accessibili e alla maggiore conoscenza della storia politica della Sardegna”.

Mario Melis (Tortolì 1921 – Nuoro 2003) – sardista autonomista e federalista – è stato il più presidente fra i presidenti della Regione Sardegna (nel 1982 e fra il 1984 e il 1989). Avvocato penalista di successo, più volte sindaco di Oliena, consigliere provinciale di Nuoro, deputato nazionale ed europeo, è stato l’interprete più fedele dell’ideologia autonomistica ispirata al padre fondatore del Partito sardo d’Azione Camillo Bellieni. Fra i suoi “maestri” l’avvocato Luigi Oggiano. Nato in una famiglia di antifascisti (il fratello Giovanni Battista, noto Titino, era stato arrestato con Lelio Basso e Ugo La Malfa dai fascisti nella retata dopo l’attentato del 12 aprile 1928 nei pressi della Fiuera di Milano) è stato sempre fedele ai principi repubblicani schieranbdosi apertamente con le forze progressiste. Storica una sua visita (21 novembre 1986) al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York dove era arrivato con un gessato grigio e sul bavero della giacca campeggiava un distinito con i Quattro Mori. Uno dei suoi slogan preferiti: “La Sardegna è al centro del Mediterraneo e deve unire l’Africa all’Europa diventando una piattaforma di pace e di progresso”.

 

Posted by Redazione

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