di Nando Buffoni

E se le armi utilizzate dai terroristi nel drammatico assalto nel locale nel quale è stata uccisa la ricercatrice italiana fossero state fabbricate nel nostro Paese? Cambierebbe qualcosa? Vi sono da una 1 a 5-7 probabilità che le armi usate a Parigi potessero essere di origine italiana. Beh, sarebbe un bel percorso: vendiamo le armi a terroristi, direttamente o -più probabile, indirettamente i quali le usano per assassinare nostri concittadini ai quali noi facciamo i funerali di Stato. Questa circolarità mi fa rabbrividire ma non posso fare a meno di considerarla. Qualcuno potrebbe dire che questa esposizione è una canagliata, un oltraggio alla morte di una giovane che sperava e meritava un futuro diverso. Ma non sarebbe una canagliata se a spegnerLa sono state armi prodotte nel Suo Paese?

E’ particolare, il nostro Paese. Nella Costituzione ripudia la guerra, nella pratica di mercato produce armi da guerra e le vende a qualcuno che la guerra la fa per davvero, qualche volta combatte per la pace. Qualche giorno fa la Nuova Sardegna ha riportato che dalla sconosciuta Domusnovas è partito un carico di bombe, colà costruite, dirette in Arabia Saudita che – è noto – finanzia organizzazioni terroristiche con armi e denaro. Abbiamo già sperimentato che proprio queste organizzazioni terroristiche la guerra ce l’hanno portata alla soglia di casa e siamo all’erta perché non entri anche dentro casa nostra. Con le nostre armi. E, se ciò dovesse succedere, anche allora avremo funerali di Stato.

Posted by Redazione

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