Nasce AR/S – Arte Condivisa in Sardegna.

Il nuovo progetto della Fondazione Banco di Sardegna inaugura il suo percorso con una retrospettiva dedicata a Bernardino Palazzi.

La retrospettiva su Bernardino Palazzi si aprirà venerdì 27 novembre a Nuoro e il sabato 28 a Cagliari e Sassari. La critica lo ha avvicinato, più o meno propriamente, a Degas, Boldini, Sargent, Carena e Casorati. Ma rispetto a costoro Bernardino Palazzi sa proporre anche altri registri, molti del tutto personali, segreti, ignoti agli stessi studiosi e al grande collezionismo. Che ora, e finalmente, la retrospettiva che la sua Sardegna gli dedica in tre diverse sedi, dal 27 novembre al 14 febbraio, ha il merito di svelare.

L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Banco di Sardegna che con essa avvia un progetto ambizioso quanto necessario: “AR/S – Arte Condivisa in Sardegna”. Partendo dal rilevante patrimonio d’arte conservato dalla stessa Fondazione, AR/S intende favorire la messa in rete di collezioni pubbliche e private, offrendole alla popolazione sarda e agli ospiti dell’isola, spesso per la prima volta, in mostre diffuse in più sedi nel territorio regionale. Il tutto accompagnato da momenti di approfondimento, incontri, laboratori, residenze d’artista e progetti di arte pubblica sul territorio.

Il focus di AR/S è concentrato sulla produzione artistica in Sardegna dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Un focus che, come conferma già la mostra “L’occhio indiscreto. Bernardino Palazzi. Grafico, illustratore, fotografo”, curata da Maria Paola Dettori, non è rigidamente inteso. Se, infatti, Palazzi è di origine sarda, essendo nato a Nuoro nel 1907, la sua attività artistica si è sviluppata in gran parte tra Padova, Venezia, la Liguria e Milano. A trent’anni dalla scomparsa e a quasi altrettanti dall’ultima mostra a lui dedicata (Vicenza, 1987), Bernardino Palazzi viene ora indagato nella sua terra d’origine con l’obiettivo di restituirlo alla storia dell’arte europea del Novecento.

Tre le sedi espositive: il Museo MAN di Nuoro e le due sedi della Fondazione, a Sassari e a Cagliari, che da sole meriterebbero una visita per le caratteristiche architettoniche e il corredo artistico che le caratterizza. Com’è negli obiettivi del progetto AR/S, questa prima mostra riunisce opere di proprietà di diversi soggetti sollecitati dalla Fondazione: il Banco di Sardegna e il Museo del Novecento di Milano in primis, insieme a diversi collezionisti privati, sardi e non, che hanno generosamente accolto l’invito a mettere a disposizione le proprie opere accanto a quelle appartenenti alla collezione della Fondazione Banco di Sardegna.

Saranno proprio le due sedi della Fondazione a Cagliari e a Sassari ad accogliere le tele più significative, quelle che meglio esemplificano i momenti più alti della carriera del pittore: i capolavori della pittura di nudo degli Anni Venti/Trenta (a Cagliari) e il tema del ritratto collettivo del mondo di intellettuali, come quello fermato nel dipinto Bagutta (a Sassari). Testimonianza di un pittore mondano ed elegante, ma insieme assai meno scontato e semplice di quanto possa apparire in superficie, per il quale la rappresentazione del corpo femminile sarà tema costante, soggetto amato e indagato per tutta la vita, ma che avrà nelle opere degli anni milanesi i suoi risultati d’eccellenza.

Nuoro, e il Museo MAN, ospiteranno invece un ricco catalogo di opere di grafica e illustrazioni, accompagnate da apparati documentari e interessanti inediti.

Nell’insieme non un’antologica, ma una mostra che presenta l’artista per quelli che unanimemente la critica e il mercato gli riconobbero come traguardi: il nudo femminile, il ritratto e l’illustrazione. E, insieme a questi temi portanti, va in mostra il Palazzi inedito e privato. Compreso quello, privatissimo, dei disegni erotici e il Palazzi fotografo. Si entrerà così nello studio e nell’universo creativo del pittore, dove il tema del corpo (e secondariamente anche dell’eros) scorre come una corrente sotterranea: e da qui tracima nell’intera sua opera, anche là dove non lo si immaginerebbe. Con il disincanto delle novelle del Boccaccio, i disegni erotici si palesano come divertissement in cui l’autore non ha remore a raffigurare per sé solo un mondo in cui è la sensualità a dettar legge, a dominare e travolgere, senza badare a ruoli, età, missioni.

La sezione fotografica presenta il materiale da lavoro, personale e privato, dell’artista: un corpus di immagini di studio, dove Palazzi ritrae sé stesso e, soprattutto, le sue modelle, le stesse che si ritrovano in diversi dipinti.

L’osservazione di questi materiali accompagna il visitatore lungo il percorso creativo del pittore, rendendolo “voyeuristicamente” complice dell’atmosfera del suo atelier, mai algida e distaccata, ma calda, intimamente vissuta come le lenzuola aggrovigliate sulle quali si distendono, sfrontate o pudiche, le sue modelle.

Informazioni

www.fondazionebancodisardegna.it

Facebook: AR/S – Arte condivisa in Sardegna

Posted by Redazione

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