armungia1Tommaso Lussu, archeologo, laureato a Roma, ha deciso di tornare in Sardegna, ad Armungia, nella casa di famiglia di Emilio Lussu, suo nonno, e dare un contributo alla memoria storica e allo sviluppo del paese. Armungia – come succede in tutta la Sardegna dell’interno – è un paese a grave rischio di spopolamento, dove nascono pochi bambini e i giovani vanno via. Tommaso ha cercato ‘fisicamente’ di invertire la tendenza, di mostrare che dalla città si può ‘tornare’ al paese e che qui si può creare lavoro. La Casa Lussu è stata segnalata dalla Soprintendenza ed è una casa di famiglia di possidenti rurali, con camino al centro, pavimenti in terra battuta, stalla. Dalla fine della guerra Emilio Lussu e Joyce Lussu la hanno riabitata rispettandone l’edilizia tradizionale. Ora Tommaso Lussu, e Barbara Cardia, sua compagna anche lei tornata in paese dopo una esperienza cittadina, hanno avviato una complessa attività per rivitalizzare la casa, creare sviluppo intorno all’artigianato, in rete con altri giovani di paesi vicini, anche con l’Associazione di promozione sociale Casa Lussu: http://casalussu.org/.

Tommaso e Barbara sono diventati artigiani tessitori salvaguardando il sapere pratico di Giovanna Serri, nonna di Barbara, e tessitrice esperta e originale www.facebook.com/Tappeti-di-Armungia-Casa-Lussu-. Gestiscono corsi di tessitura, collaborano con il museo locale Sa domu de is ainas (la casa degli attrezzi) www.armungiamusei.it . Cercano di aprire spazi per il turismo (agriturismo, bed and breakfast, reti di produttori di cibi locali). Il loro lavoro pratica la tutela attiva del patrimonio materiale e immateriale, la salvaguardia dei saperi e della socialità, l’impegno civile a creare lavoro e sviluppo sostenibile per i giovani nelle comunità locali di grande qualità storica e ambientale, ma in crisi demografica.

armungia2Presso il laboratorio di Casa Lussu di Armungia si continua a realizzare la tessitura in maniera tradizionale: l’ordito viene realizzato manualmente ed è stata conservata la tecnica “a priali”. Parallelamente ad uno studio etnografico per il recupero dei motivi più antichi, il laboratorio inserisce elementi di contemporaneità per quanto riguarda lo sviluppo delle geometrie e il senso di design. Si tratta quindi di “innestare” un’innovazione sulla tradizione. Da un punto di vista produttivo questo si risolve con l’adeguamento dei formati dei manufatti, l’uso dei colori, lo “stravolgimento” dei disegni (che può essere fatto semplicemente variando il movimento dei pedali durante la tessitura, ma mantenendo fissa la matrice del disegno), la riscoperta di filati grezzi tradizionali (lino, canapa) e l’uso non convenzionale dei tessuti, per esempio per la confezione di abiti, accessori e complementi d’arredo.

Si tratta poi di valorizzare l’intera filiera della tessitura che possono avere una reale incidenza sotto un profilo di sostenibilità economica: tintura naturale dei filati e coltivazione di piante tintorie. Il lavoro tessile, che in passato aveva una destinazione esclusivamente funzionale, è diventato oggi “arte per turisti”, uniformando la diversità intraregionale dei prodotti e riducendo la qualità. L’innovazione consiste nello svincolare la “bottega artigiana” dal suo contesto esclusivamente paesano, ovvero dall’attesa di qualche turista che si avvicini in occasione di feste patronali, sagre o sporadiche iniziative culturali. Oggi, in tempi di circolazione di idee e persone, di reti informative e di aggregazione, è il laboratorio protagonista e promotore di nuove attività. Ed è lo stesso laboratorio che può divenire elemento trainante per portare il paese e la sua comunità a confronto con le altre realtà. Il prodotto del lavoro a mano oggi si allinea con le nuove espressioni del design europeo tramutandosi in occasione di apertura ed incontro.

Il prodotto non è solo il “manufatto tessile”, ma la “tessitura”, con tutte le discipline che si integrano ad essa: etnografia, storia, antropologia culturale, design, arte, ma anche architettura e bioedilizia

“Casa Lussu” di Armungia è oggi una casa-laboratorio, un’Associazione culturale e un Bed & Breakfast gestita dagli stessi Tommaso e Barbara, che si occupa sia della produzione tessile che di altre attività integrate: workshop, laboratori sperimentali, giornate di studio.

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