bibliogoodBolotana – In un’azienda dove è impossibile collegarsi a Internet è nata una biblioteca, la prima biblioteca di fabbrica in Sardegna, con oltre mille testi e con una barca in lamiera disegnata dall’artista di Irgoli Pina Monne, intagliata a mano, sagomata e saldata dal fratello Salvatore, fabbro. La sala è dominata da un quadro in acrilico col volto di Grazia Deledda. L’inaugurazione è avvenuta sabato pomeriggio col pubblico delle grandi occasioni, operai e famiglie, con tanti bambini. Pina Monne ha spiegato il significato dell’arte e dei suoi quadri interni allo stabilimento con le immagini di tutte le maestranze e la didascalia “Le colonne portanti” con tanto di bandiera dei Quattro Mori. E una frase di John Fitgerald Kennedy: “Il cambiamento è il motore della vita”.

Succede a Bolotana, pianura di “S’ena ‘e s’ulimu”, al centro del cimitero industriale della Media Valle del Tirso dove resiste l’unico stabilimento attivo, “Antica Fornace Villa di chiesa” con 130 dipendenti (età media fra i 24 e i 28 anni), 15 milioni di euro di fatturato, produzione annua di 1400 tonnellate. Produzioni esportate in tutto il mondo con guarnizioni in gomma utilizzate dalle principali industrie automobilistiche (dalla Toyota alla Fiat emigrata in America, dalla Volkswagen alla Peugeot, dalla Renault alle auto indiane). La versatilità degli impianti consente anche la produzioni di mini guarnizioni per fabbriche di orologi, per gli impianti idraulici, per la pneumatica (mini cilindri e pistoni ad aria). “È un mercato che non conosce crisi” dice il direttore dell’impianto, Antonio Busi. Un impianto inserito nel gruppo Duci di Bergamo (250 dipendenti) di proprietà di Antonio Giovanni Duci e Usvaldo Paris.

Nel braccio sardo di questo gruppo industriale è nata la biblioteca che è l’unica fra le piccole e medie aziende anche in Italia. “Perché crediamo nelDSCN3547 valore dell’arte e della letteratura, nel solco tracciato da Adriano Olivetti ad Ivrea, nelle indicazioni date dal sociologo Luciano Gallino e dallo scrittore Paolo Volponi”, spiega il responsabile delle relazioni esterne Luigi Zilli, vero animatore culturale della fabbrica. Gli scaffali contengono di tutto: i romanzi principali della letteratura mondiale (da Tolstoi a Manzoni, da Margherite Yourcenar a Pearl S. Buck), ma anche sezioni dedicate al fumetto (campeggia Tex Wiiller), al fantasy e alla fantascienza, al giallo, testi per bambini, una sezione di letteratura sarda, i principali autori contemporanei italiani e internazionali, tutti i testi dei vincitori del premio Strega, tanti testi di saggistica. “Faremo anche serate dedicate – dice Zilli – alla presentazione dei libri con gli autori che spiegheranno agli operai e alle loro famiglie i libri legati all’attualità economica ma non solo. Riteniamo importante coniugare i problemi del lavoro con la letteratura. Valorizzando gli autori sardi”.

La fabbrica di Bolotana (molto curato l’esterno dell’impianto con un orto botanico tirato a lucido) deriva da una società del disciolto Ente minerario sardo. Il nome sembrava “beneaugurante” ai due imprenditori bergamaschi che – titolari di un impianto a Sebino in provincia di Bergamo – creano lo stabilimento nel 2000 operando nel mercato delle gomme e delle guarnizioni e utilizzando – quasi unici, vere mosche bianche – i benefici del Contratto d’area. Dicono Duci e Paris: “la società ha sempre avuto ampie soddisfazioni, vedendo progredire in ragione geometrica il suo sviluppo e il suo consolidamento sul territorio. Nonostante il mondo industriale abbia attraversato e ancora sia nel mezzo di una crisi profondissima, i sacrifici e le inventive sul piano industriale – commerciale degli amministratori, unitamente a uno straordinario attaccamento all’azienda di tutto il personale stanno governando la rotta verso acque tranquille. Dall’inizio dell’attività la capacità produttiva è sempre andata in crescendo ed anche nei periodi più difficili non ha subito flessioni”.

Con produzioni che raggiungono tutto il mondo. Quasi un riconoscimento a quella barca in lamiera progettata dalla sensibilità e dall’estro di Pina Monne. “Perché – ha detto l’artista – la Sardegna è sempre stata popolata da gente che viaggiava nel mondo, non solo nel Mediterraneo”. La serata è stata chiusa da un’esibizione delle maschere con i Merdùles di Ottana.

Nella foto: la biblioteca inaugurata nella fabbrica “Antica fornace” di Bolotana

Posted by Redazione

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