Con la delibera 56/39 del 29 dicembre 2009, la Giunta di Ugo Cappellacci ha ripreso le trattative con le società Ienove e Tepor per l’acquisto di palazzi da destinare a sede degli uffici della Regione. Ienove gestisce gli immobili all’interno del complesso “I Fenicotteri”, che l’editore dell’Unione Sarda Sergio Zuncheddu sta costruendo a Cagliari, in via Santa Gilla. Tepor è proprietaria di un palazzo in costruzione sempre nella zona ai margini della laguna, in via Posada.A dare la notizia è stato il quotidiano Il Sardegna, gruppo E Polis, il quale ha raccontato come lo stesso progetto de “I Fenicotteri” sia nato per diventare la nuova sede del governo locale.
Lo spiegano, nel loro sito Internet, gli architetti francesi Denis Valode e Jean Pistre, autori del progetto. Nelle pagine delle due archistar parigine, nell’area dedicata alle loro realizzazioni, c’è la scheda de “I Fenicotteri”, creato per il «cliente Immobiliareuropea, Milano», ovvero la società madre delle imprese immobiliari dell’editore dell’Unione Sarda, di Videolina e Radiolina. Il titolo della scheda è chiarissimo: “Centre de Médias et annexe Hòtel de Région Sardaigne” e si trova nel sito www.valode-et-pistre.com. In francese, il Municipio si chiama “Hòtel de Ville”, mentre il palazzo regionale è “Hòtel de Région”. Chiarissimo. Ma se non bastasse, nella versione inglese del sito dei progettisti c’è scritto “Local government headquarter”, ovvero ancora una volta “Sede del governo locale”, dunque della Regione sarda.
La trattativa riparte e il progetto è dunque pensato sin dall’inizio per questo scopo: realizzare la sede dell’Unione Sarda, di Videolina e Radiolina (il Media Center dei due architetti) con - termine usato dai due francesi - «annessa sede della Regione». Da tempo si sa che Zuncheddu intende trasferire le sue redazioni a Santa Gilla ma ora emerge che il suo progetto - approvato dal Comune nel 2000 - prevede che le sedi della massima istituzione sarda siano simbolicamente «annesse» al Media Center dove l’immobiliarista sposterà il quartier generale dei suoi interessi editoriali. Luogo perfetto, scrivono - su www.valode-et-pistre.com - Valode e Pistre, perché «vicino al centro della città di Cagliari, il nuovo distretto “I Fenicotteri” approfitta di un sito con un belvedere su un eccezionale paesaggio marino e lagunare. Affermando la necessità di un vero mix urbano, il programma, attorno alla sede di un quotidiano regionale e al suo museo, riunisce uffici e un insediamento commerciale e residenziale». Il progetto di trasformare l’ex cementeria in un centro direzionale nasce tra il 1999 e il 2000, in concomitanza con il passaggio dell’impero editoriale dalle mani di Nicola Grauso a quelle di Sergio Zuncheddu.
L’editore costruttore ha dal canto suo negato, con una nota alle agenzie, di star conducendo alcuna trattativa. «Le notizie sono false non essendo in corso e non essendoci mai stata alcuna trattativa privata di siffatto genere; il ripetersi di tali infondate e false notizie configura una campagna di stampa - si legge ancora nella nota girata da Zuncheddu all’Ansa - gravemente denigratoria e lesiva delle ragioni e dell’immagine stessa del Gruppo ImmobiliarEuropea, della relativa Azienda e del suo organo amministrativo; in conseguenza, è stato conferito mandato legale per la miglior tutela di ogni ragione e diritto, infondatamente lesi, avanti ogni competente sede di giustizia nei confronti dei soggetti tutti cui è ascrivibile la suddetta campagna denigratoria di stampa», conclude il costruttore editore dell’Unione Sarda
Nella sua nota, Zuncheddu non spiega quali notizie siano a suo avviso «false», né chi le abbia pubblicate e tantomeno spiega quale sia il «siffatto genere» di trattativa. D’altra parte, il nostro quotidiano - che ha rivelato l’esistenza della delibera 56/39 del 29 dicembre scorso - non ha mai scritto che il tutto è già in corso, ma ha riportato la decisione dell’esecutivo di avviare le trattative nel «minor tempo possibile» per acquistare parte dei palazzi della lottizzazione Santa Gilla. Tutto agli atti, scaricabile dal sito web della Regione, tanto che né il presidente Ugo Cappellacci né i suoi assessori hanno smentito quanto riportato dal nostro quotidiano. Come pubblico è il sito dove gli architetti Valode e Pistre dichiarano che il progetto de “I Fenicotteri” nasce come «centro per i media con annessa sede della Regione Sardegna».
La trattativa inizia nel 2003, con la Giunta di Mauro Pili, rivela ancora “Il Sardegna” nell’inchiesta condotta da Marco Mostallino, e continua poi l’anno dopo a fine legislatura guidata dal centrodestra. Verbale della Giunta regionale, 8 giugno 2004, presidente Italo Masala (An): «È stata inoltre elaborata dalla società Ienove una proposta di dettaglio per l’articolazione degli spazi e l’arredo dell’ultimo piano da destinare, nella presente proposta programmatica, agli uffici della Presidenza della Regione; detta ipotesi ha già avuto un preliminare favorevole consenso da parte della Presidenza». Via libera, dunque, già da allora al trasferimento della Regione nel complesso “I Fenicotteri” e mandato all’assessore agli Enti locali Gabriele Asunis ad attuare il «programma a medio termine» per comprare edifici. Piano che lo stesso Asunis (anche oggi Enti Locali) e la giunta di Ugo Cappellacci riprendono con la delibera 56/39 del 29 dicembre scorso, che autorizza a trattare con Ienove e Tepor, proprietaria di un cantiere nei pressi di Santa Gilla. Nel 2003 e 2004, i palazzi erano solo un progetto e non avevano ancora le concessioni edilizie.
Ma il piano «a medio termine» contestato dall’opposizione con una mozione era partito già con la Giunta Mauro Pili (FI), con Masala al Bilancio e agli Enti locali Andrea Biancareddu (FI). Delibera 2/18, 21 gennaio 2003. Biancareddu spiega che bisogna riorganizzare gli uffici e, dopo una ricognizione di personale e immobili, passa alle soluzioni. Tra queste, «la proposta presentata dalla società Ienove srl avanzata all’assessorato agli Enti locali nel mese di agosto 2002 per la quale il servizio Demanio e patrimonio ha già dato, con nota 35540 del 19 settembre 2002, un primo sommario e positivo apprezzamento». Si tratta di una proposta per acquistare palazzi dentro il progetto “I Fenicotteri”, avviato dal Sergio Zuncheddu, editore dell’Unione Sarda. Il prezzo, secondo i criteri della Commissione tecnica regionale, è di «circa 68 milioni di euro». Per il progetto «è già stato avviato l’iter procedimentale tendente a ottenere la concessione edilizia per le opere di urbanizzazione». La Giunta tratta quindi di edifici ai quali il Comune non ha dato le autorizzazioni complete. Palazzi di carta, già con un prezzo, eppure da modificare. Ancora la delibera Pili: «Ai fini dell’adeguatezza del fabbricato ad ospitare gli uffici regionali, occorrerà introdurre alcune specificazioni prima fra tutte la possibilità di adeguati spazi da destinare a parcheggio e archivio interrato».
Passiamo alla delibera Masala del 2004, che richiama quella di Pili. «Successivamente è stata predisposta dalla società Ienove una variante al progetto consistente principalmente nella realizzazione di un secondo piano interrato destinato a parcheggi e nella realizzazione di un’ulteriore volume direzionale al 14° piano», dove la delibera prevede la Presidenza. C’è poi, dopo «interlocuzioni con la società Ienove», un nuovo spazio per «archivio». Proprio ciò che la Regione chiedeva. La Giunta va avanti anche se «tali proposte in variante al progetto originario sono allo stato attuale prive di concessione edilizia». Ma il prezzo sale: la Commissione regionale, con le varianti, va oltre i 68 milioni della Giunta Pili. Valuta “I Fenicotteri” 81 milioni e 900 mila euro mentre per Tepor il prezzo è 33 milioni. E siamo alla delibera Cappellacci.
Sulla vicenda, dopo le notizie riportate dal quotidiano del gruppo E Polis, è nato un caso politico. Ventisette consiglieri d’opposizione hanno presentato una mozione con la quale si chiede alla Giunta di revocare la delibera di fine 2009.. Il documento è accompagnato da una richiesta di «convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento» per impegnare la Giunta ad assumere gli atti «necessari» a cancellare il provvedimento. Se la Regione dovesse avere bisogno di nuove sedi, sostengono le opposizioni, si dovrà procedere col «bando pubblico» e non con la trattativa privata come nel caso dei palazzi dell’immobiliarista editore dell’Unione Sarda.
L’iniziativa, di cui è primo firmatario il capogruppo del Pd Mario Bruno, arriva all’indomani dell’inchiesta del nostro giornale che ha rivelato come il 29 dicembre (delibera 56/39) l’esecutivo di Ugo Cappellacci abbia deciso di avviare le trattative, ripescando una proposta di vendita fatta dalle società Tepor e Ienove nel lontano 2004 per gli edifici in costruzione su via Santa Gilla nel complesso “I Fenicotteri” e nelle vicinanze. Il progetto, spiegano nel loro sito internet gli architetti francesi Denis Valode e Jean Pistre - incaricati da Zuncheddu - nasce già nel 2000 per diventare la “Sede della Regione Sardegna” accanto alle redazioni dell’Unione Sarda, Videolina e Radiolina di cui il costruttore di Burcei è editore. La mozione dovrà essere discussa in aula entro dieci giorni. Oltre a quella del capogruppo del Pd Bruno, porta le firme di Luciano Uras, Adriano Salis, Tarcisio Agus, Francesca Barracciu, Radohuan Ben Amara, Pier Luigi Caria, Giuseppe Luigi Cucca, Daniele Cocco, Giuseppe Cuccu, Pietro Cocco, Giampaolo Diana, Marco Espa, Luigi Lotto, Gavino Manca, Giovanni Mariani, Marco Meloni, Valerio Meloni, Cesare Moriconi, Chicco Porcu, Francesco Sabatini, Gian Valerio Sanna, Carlo Sechi, Antonio Solinas, Renato Soru, Massimo Zedda e Claudia Zuncheddu.
I firmatari osservano che con la delibera 56/39, la Giunta ha cancellato il piano avviato dalla giunta Soru nel 2006 per riorganizzare gli uffici, «facendo rivivere integralmente le precedenti determinazioni assunte nel 1999, 2003 e 2004 con cui si prevedeva una spesa di circa 125 milioni di euro e la cessione di parte degli immobili di proprietà regionale. Venendo meno alla diligenza del buon padre di famiglia che non porrebbe mai in essere un acquisto di immobili nel momento in cui perde il lavoro e dunque la fonte primaria del proprio sostentamento, - prosegue la mozione - la Giunta ripropone con sospetta determinazione un comportamento altamente contraddittorio sulla sola motivazione che il modello organizzativo proposto nel Piano del 2006 non ha avuto seguito e disconoscendo tutte le restanti e più rilevanti motivazioni». Stop, dunque, alla trattativa con Zuncheddu e Tepor e via libera ai «bandi pubblici», ma solo dopo una stima delle reali necessità della Regione per quanto riguarda gli spazi per i dipendenti e gli uffici.