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| Il presidente della Regione Ugo Cappellacci durante la conferenza stampa di fine anno, in basso il segretario della Cisl Mario Medde. (foto Sardinews) |
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Nove mesi inseguendo l’emergenza, a partire da quella dell’industria: dall’Alcoa alla Vinyls di Porto Torres alla Portovesme srl. Cinque assessori sostituiti (tre solo All’ambiente), più di un malumore in maggioranza (dalla convention promossa da parte del Pdl gallurese contro il cagliaricentrismo dell’esecutivo alle frecciate recenti dell’ex capogruppo Udc, Roberto Capelli). Persino le stilettate di una “grande vecchio” del centrodestra nazionale, il senatore Beppe Pisanu (“mai – ha scritto – la voce dei sardi è stata così flebile in tutti i grandi centri di decisione politica, economica e sociale”). Il G8 “scippato”a La Maddalena, il Cipe che rimanda per mesi il trasferimento dei Fondi Fas per la realizzazione della Sassari-Olbia, persino le voci insistenti della scelta della Sardegna per la costruzione di centrali nucleari. Nove mesi difficili, lo ha riconosciuto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nella sua prima conferenza stampa di fine anno. Eppure non ha perso il sorriso, e nemmeno lo slogan. “In campagna elettorale abbiamo detto che la Sardegna doveva tornare a sorridere e lo diciamo ancora adesso: questo slogan è quanto mai attuale, vuole trasferire il senso di un approccio positivo, della valorizzazione delle migliori forze che abbiamo, di fronte a problemi che altrimenti non è possibile affrontare”.
Riforme. Si riparte dal dialogo con Silvio Lai, segretario regionale del Pd per “consentire a questa terra di avere una speranza ed una prospettiva nuova per lo sviluppo”. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, annuncia la stagione dell’”inciucio”, da intendere, però, “in senso positivo, come ponte tra parti politiche. Salviamo la sostanza del termine per far cessare la politica dei litigi e dei veleni e rilanciare la politica dialogante”. Nella consueta conferenza stampa di fine anno (la prima del suo mandato), il presidente della Regione, dopo aver ricordato la recente esperienza in Afganistan, con i militari sardi (“esperienza positiva e toccante, perché si percepisce la situazione difficile che il mondo vive”) ha parlato del confronto con il segretario Pd, Silvio Lai. “Abbiamo discusso delle riforme, ad iniziare da quella dello Statuto, della riforma sanitaria, della legge di contabilità, della riforma del sistema idrico. Con il leader del principale partito di opposizione ho iniziato le consultazioni sulla data delle prossime elezioni amministrative, proprio perché vogliamo una stagione di incontri e di dialogo, dialogo vero, non di circostanza, senza ovviamente abdicare al nostro ruolo di governo”.
Berlusconi. Il capo dell’esecutivo ha replicato a chi lo accusa di essere silente, se non succube, del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,pronto a promettere in campagna elettorale e poi “patrigno” nei confronti della Sardegna. “Le risposte del Governo alle nostre richieste – ha ribattuto Cappellacci - vanno valutate singolarmente; in alcuni casi sono state assolutamente soddisfacenti, in altri casi ci aspettiamo di più. Certo non abbiamo posizioni di acquiescenza per casacca. Sul G8 - ha aggiunto - abbiamo avuto comunque la dotazione infrastrutturale attesa e la visibilità per la nostra regione, più di quella che avremmo avuto se il vertice si fosse tenuto nella nostra Isola. Il risarcimento è aver ottenuto manifestazioni alternative importanti, come la Vuitton Trophy. Per quel che riguarda i fondi Fas, c’è uno stato generale della finanza pubblica e un irrigidimento che deve essere superato. Ma si tratta di aspettare qualche mese, non di rinunciare ai nostri fondi”.
La crisi. “Nei primi mesi di legislatura – ha detto Cappellacci – abbiamo dovuto fronteggiare una crisi senza precedenti: da un lato legata alla congiuntura internazionale, dall’altro agli effetti di questa sul nostro sistema produttivo, per la mancata soluzione di nodi dello sviluppo che non hanno avuto risposte negli ultimi anni di governo. Si cerca di addossare a questa amministrazione la responsabilità della crisi, altrettanto potremmo fare noi con la gestione passata: in realtà siamo di fronte a situazioni riconducibili probabilmente a venti-trenta anni di errori, soprattutto nel campo dell’industria”.
Emergenze. “Con la manovra finanziaria 2009 abbiamo posto le basi per interventi immediati di contrasto della crisi, della povertà e del disagio: abbiano cercato di recuperare ritardi e sbloccare situazione incagliate, dal pagamento degli indennizzi all’accelerazione della spesa per evitare di restituire ingenti risorse comunitarie, al sostegno alle imprese in difficoltà finanziaria o colpite da eventi calamitosi. Con la finanziaria 2010, dopo decenni approvata nei termini (scongiurando la pessima pratica delle autorizzazioni agli esercizi provvisori che rallentano e spesso impediscono la spesa), possiamo mettere in campo da subito azioni specifiche di sostegno alle imprese, ai consumi e di contrasto alle situazioni di povertà e disagio delle famiglie”.
Edilizia. “Abbiamo mantenuto un altro importante impegno – ha dichiarato ancora Cappellacci – quello di rilanciare il comparto dell’edilizia con un provvedimento approvato dal Consiglio e le cui misure stanno già producendo effetti a favore delle imprese del settore. E’ una legge, quella sull’edilizia, che fornisce una risposta concreta alle realtà produttive isolane, che chiedevano a gran voce interventi in grado di sbloccare la situazione di stallo in cui è precipitata l’economia ed in particolare l’edilizia dopo cinque anni di totale immobilità”. Il piano è pienamente in vigore (lo ha confermato anche l’assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis, qualche giorno dopo nel corso di una conferenza stampa) : “le modifiche attualmente all’attenzione del Consiglio regionale – ha puntualizzato il presidente - riguardano essenzialmente formalità interpretative che non tolgono niente alla validità del provvedimento”.
Sardegna verde, digitale, competitiva. Non solo mattoni però. Il presidente immagina una Regione “che gioca un ruolo chiave nella filiera energetica e della green economy; nella società dell’informazione e nelle sue applicazioni diffuse a tutto il contesto regionale (a partire dalla Pubblica amministrazione); una Sardegna competitiva nello sviluppo turistico per la sua posizione. “Entro il mese di gennaio - ha detto Cappellacci - partiremo con un programma di infrastrutturazione telematica, con copertura della banda larga su tutto il territorio, per almeno 20 megabyt. La Sardegna verde che immaginiamo è quella cosiddetta Co2.0, con un fortissimo apporto al fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Pensiamo all’autoproduzione con pannelli fotovoltaici, in sei o sette comuni da individuare e in una Provincia, quasi sicuramente l’Ogliastra: puntiamo sulla green economy, come stanno facendo altre isole nel mondo, reti energetiche che permettano alle imprese e ai privati di produrre energie rinnovabili e di scambiarle con quanto necessario, con un sistema di contatori intelligenti e specifici software che consentiranno alle utenze di comprare e vendere energia in modo automatico”. “.
Imprese. Tra gli interventi di contrasto alla crisi economica, per il sostegno alle famiglie, alle imprese e ai giovani, il governatore ha voluto ricordare “quelli sull’accesso al credito e sul microcredito. Uno, in particolare, riguarda la creazione di un fondo di garanzia presso la Sfirs a favore del sistema delle piccole e medie imprese che era inizialmente di 150 milioni di euro e con la Manovra approvata prima di Natale dal Consiglio regionale è stato portato a 230 milioni di euro. Una cifra superiore a quella complessiva messa in campo da tutte le Regioni italiane e che consentira’, in base al moltiplicatore 1/10, di movimentare circa 2,3 miliardi di euro. In pratica l’equivalente degli impieghi della “banca dei sardi” per il sistema delle imprese. È come se arrivasse sul mercato un nuovo Istituto di credito”.
Nessun boom edilizio. In aula il presidente Cappellacci, l’assessore all’Urbanistica hanno parlato del piano-casa come di qualcosa di salvifico che avrebbe fatto aprire almeno 24 mila cantieri creando oltre 40 mila posti di lavoro. Invece non è successo nulla. Promesse al vento. “Non abbiamo monitorato il settore, ma certamente ci vorrà tempo per giungere a quei tempi”, ha risposto Cappellacci.
Scuola. C’è poi in dirittura d’arrivo l’Accordo Sardegna digitale che sarà firmato col Governo all’inizio del nuovo anno. “La Sardegna - ha sottolineato Cappellacci – sarà la prima regione italiana all’avanguardia nell’uso della banda larga, con una copertura totale del territorio a 20 Mbit/s. In questo programma si inserisce la vera rivoluzione del sistema scolastico isolano, con il Progetto Lavagna interattiva multimediale (LIM) che prevede la fornitura di questi strumenti a 3.786 classi della scuola primaria, 2.308 della secondaria di primo grado, 3.858 della secondaria di II grado; inoltre, 200 mila studenti avranno in dotazione dei Netbook e oltre 22 mila docenti parteciperanno a corsi di formazione insieme a più di 500 dirigenti scolastici.
Sanità. La prima riforma dell’era Cappellacci è quella della sanità: il primo atto a ridosso di Ferragosto, il varo il 31 dicembre. Macroarea (con conseguente unificazione e semplificazione amministrativa), aziende ospedaliere ovunque, accorpamento di ospedali e moltiplicazione degli incarichi. Una partita troppo ghiotta per non creare attriti in maggioranza e problemi al governatore. Per Cappellacci è soprattutto una questione di costi. “La riforma e’ necessaria perche’ ci siamo trovati tra le mani un bubbone che sta per scoppiare. La spesa sanitaria è fuori controllo e anche per questo riteniamo che una commissione di esperti, anche di livello nazionale, ci possa quantificare il debito, non per cercare responsabilità ma per capire quali sono le criticità e superarle. Il modello di ispirazione e’ quello lombardo, ma perche’ i dati (quelli dell’Aiop, l’associazione delle cliniche private) dimostrano che e’ il piu’ efficace, sia come contenimento della spesa che come assistenza. Sanita’ pubblica non vuol dire che il gestore deve essere pubblico”.
Sindaci. Riguardo allo scontro con i sindaci – a tratti acceso, soprattutto nei giorni di dibattito sulla manovra finanziaria – riguardo allo stanziamento per il fondo unico, il presidente si è detto pronto a “rivedere gli accordi”. Partendo dal presupposto, pero’, che “gli amministratori non possono non tener conto degli stanziamenti che la Regione eroga per programmi precisi, dalle infrastrutture ai cantieri di lavoro al sociale”.