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Anno XI - Gennaio 2010
Bilanci

Scanu: vanno difesi tutti i settori produttivi
La politica? Apprezziamo i primi dialoghi

Conferenza stampa di fine anno del presidente della Confindustria di Cagliari

di Alberto Urgu

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Il 2010 deve essere un anno di rilancio per l’economia sarda. Nonostante i molti problemi e le crisi tuttora aperte, la Confindustria meridionale prova a ripartire investendo sulla fiducia e sulla progettazione a lungo periodo, presentando il “Progetto 2010-2020”, idee e proposte per Cagliari e la Sardegna. Una sorta di vademecum sullo sviluppo, quello presentato dal presidente Alberto Scanu, nella foto, che ha voluto mandare un segnale di fiducia anche alle forze politiche. “È molto importante che la Finanziaria sia stata approvata entro l’anno, non accadeva da moltissimo tempo ed è un segnale sicuramente positivo. Così come il nuovo piano di sviluppo, con la centralità della persona che va recuperata all’interno dei sistemi economici. Ugualmente apprezziamo moltissimo il nuovo dialogo che si sta instaurando tra il presidente Cappellacci e il leader del maggiore partito di opposizione, Silvio Lai. Il clima di scontro continuo di questi anni non ci ha giovato”.
“Confindustria”, ha spiegato Scanu, “vuole dare il suo contributo per uscire dalla crisi: possiamo dire che la recessione è finita, ma la crisi No. Verosimilmente nel 2017 usciremo da questa crisi mondiale. Possiamo rilanciare la ripresa partendo dal presupposto che la Sardegna è impregnata di pubblico. Le nostre proposte si basano su investimenti privati, ma agli investitori devi dare certezza del diritto e rapidità nelle procedure. Su questo ci stiamo confrontando con la Giunta regionale e su questo apriremo un confronto anche con i principali istituti di credito, Banco di Sardegna e Banca di Credito sardo”.
Quello che è necessario fare secondo Confindustria, è innanzitutto difendere i settori produttivi esistenti nella Sardegna del Sud: il polo metallurgico di Portovesme, il polo chimico e petrolifero di Sarroch e Macchiareddu, il sistema dell’impiantistica metalmeccanica, il sistema logistico e produttivo dell’Area vasta di Cagliari. Con una attenzione particolare ai trasporti, impedendo ad esempio alla Sardegna di conquistare il poco invidiabile primato di “prima Regione in Europa a non trasportare merci su rotaia”, grazie anche ai tagli alle linee ferroviarie per il continente.
Le macroaree
“Difendere questi settori è fondamentale, per poi individuare quelli su cui puntare maggiormente”. Confindustria ne individua sostanzialmente nove: l’industria agroalimentare, l’energia, le infrastrutture, il turismo, l’edilizia, l’ambiente, i servizi pubblici essenziali, la logistica e l’ICT.
Nell’agroalimentare “occorre incrementare l’esportazione dei prodotti d’eccellenza e potenziare il raccordo con il settore turistico”. Sul fronte dell’energia si deve lavorare per riuscire ad incrementare le energie rinnovabili di almeno il 20% entro il 2020. In Sardegna ci sono già un centinaio di aziende pronte ad investire nel settore, ma la Regione deve snellire le procedure e ridurre i vincoli. La Giunta deve fare il possibile per ottenere dall’Unione europea “un regime tariffario funzionale alle esigenze delle nostre imprese energivore”. Il caso Alcoa su tutti è la dimostrazione lampante di questo problema.
Per quanto riguarda le infrastrutture, Confindustria ha individuato alcune opere prioritarie: l’adeguamento della statale 195, il collegamento della 195 con la 131, interventi tra la 131, gli svincoli della 554 e l’asse mediano di Cagliari. “Anche sulle aree portuali si deve intervenire. Portovesme necessita di una nuova banchina, così come intere aree del Porto Canale di Cagliari devono ancora essere sfruttate”.
Confindustria sull’edilizia ha confermato grande soddisfazione per il “Piano Casa” recentemente approvato in Sardegna, prospettando un aumento del 15% nei livelli occupativi del settore. A patto che la Regione stessa si impegni per “l’eliminazione di vincoli procedurali e normativi che potrebbero ridurne l’efficacia”.
Riguardo al tema ambientale, Confindustria ritiene indispensabile ripensare le politiche dei parchi e delle aree protette e procedere alla bonifica dei i siti inquinati. I servizi pubblici essenziali, la Sanità e la gestione dell’Acqua, devono aprirsi ai sistemi privati, promuovendo opportune sinergie.
Per il turismo Confindustria propone “strategie unitarie per le politiche di promozione, un Piano operativo di destinazione per Cagliari entro il 2010, la realizzazione dell’Osservatorio per il turismo entro il prossimo anno”. Sull’ICT bisogna puntare su Cagliari, come distretto di eccellenza: “Università, imprese e centri di ricerca devono collaborare. Chiediamo che almeno il 3% del Pil venga investito in ricerca e sviluppo”.
Porto Canale e Zona Franca
Alberto Scanu ha salutato con grande soddisfazione il risultato del riconoscimento della zona franca per il porto industriale di Cagliari, “Pur arrivata con dodici anni di ritardo per immobilismo dei nostri governanti, ora abbiamo finalmente uno strumento eccezionale per le imprese. Va attivata entro il 2010 e bisogna incrementare il numero delle imprese insediate e le rotte dei container. Le potenzialità da questo punto di vista sono enormi”.
Un’ultima battuta sulle zone franche urbane di Cagliari-Sant’Elia, Quartu e Iglesias “Le notizie che arrivano da Roma ci preoccupano: speriamo che il Milleproroghe del Governo non snaturi le ZFU e che questa opportunità non venga persa a causa di incomprensibili scelte politiche”.

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