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Anno XIII - Gennaio 2012
Buone nuove

Tramariglio, digitalizzazione nell'ex-carcere
Oggi sede del Parco naturale di Porto Conte

Progetto europeo anche per Castiadas e l'Asinara con la spesa di 2,5 milioni di euro

di Vittorio Gazale

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Le memorie storiche delle ex-colonie penali di Tramariglio, Castiadas e Asinara, diventeranno presto fruibili a tutti, attraverso il recupero degli archivi documentali, la realizzazione di mostre didattiche, ricostruzioni tridimensionali degli spazi e delle strutture, la stampa di volumi con racconti della vita carceraria di quegli anni. C'è infatti un importante progetto della Regione Sardegna, finanziato con fondi europei Por Fesr 2007-2013, per un importo di 2,5 milioni di euro. Di seguito viene presentata l'iniziativa relativa all'ex-colonia penale di Tramariglio. La colonia penale agricola di Tramariglio nasce nel 1941 come centro di rieducazione e segregazione dei detenuti inserito nell'ampio programma di colonizzazione del territorio già sperimentato altrove in Sardegna. Per vent'anni, l'area fu utilizzata per ospitare circa 400 detenuti che sotto sorveglianza lavoravano nei campi e la sera facevano ritorno al villaggio e in particolare alla diramazione centrale. Nel 1961 l'amministrazione penitenziaria abbandonò tutti gli stabili e trasferì nelle diverse carceri della Sardegna e in Italia i detenuti, gli agenti di custodia e tutti coloro che vi lavoravano. Da allora, l'insieme delle strutture subisce un generale degrado dovuto all'abbandono, piuttosto evidente in molti edifici mai più utilizzati.
La proprietà degli immobili passò all'Etfas, quindi all'Ersat, e, a partire dal 2007, all'Agenzia Laore Sardegna, con il compito di attuare programmi a favore dello sviluppo rurale. Durante questi anni, mentre si susseguivano i passaggi tra i diversi enti, molte strutture sono state assegnate, tramite concessioni, ad associazioni, coop sociali e diversi privati che, se da un lato ne hanno garantito in qualche modo la gestione, per altri versi ne hanno a volte alterato l'originaria fisionomia. Il villaggio di Tramariglio è inserito all'interno del Parco naturale regionale di Porto Conte, istituito nel 1999 con legge regionale n. 4, che ha, tra le varie finalità, quella di redigere, con gli altri Enti interessati, un piano particolareggiato di riqualificazione dell'intero borgo al fine di non perdere l'atmosfera e la singolarità dei luoghi. L'obiettivo dovrà essere quello di far rinascere il villaggio di Tramariglio, quello pensato e disegnato dal progettista Arturo Miraglia nel 1939, con edifici bassi a uno o due piani, immersi nel verde e nella natura, immaginato già da allora come una sorta di "città giardino", oggi "città del Parco". Anche la struttura più importante, la diramazione centrale, ha subito negli anni lo stesso destino degli altri edifici, con un completo abbandono, in balia dei vandali e del tempo. Nel 1999 fu ottenuta dal Comune di Alghero in comodato d'uso gratuito (in attesa del trasferimento in proprietà), "all'unico ed essenziale scopo di adibirlo ai fini di pubblico generale interesse".
L'idea che si affermò fu quella di ospitare gli uffici e i laboratori del Parco di Porto Conte. Ipotesi che trovò subito l'accordo e il supporto da parte della Regione che nel 2000, con la programmazione comunitaria Pop, stanziò oltre due milioni di euro per il recupero e la ristrutturazione dell'immobile con vincolo di destinazione d'uso a sede del Parco. Sono stati così avviati i lavori di riqualificazione con scelte progettuali che hanno curato gli aspetti della conservazione della storia e della reversibilità delle soluzioni attraverso minimi interventi di manutenzione straordinaria. Le murature portanti sono rimaste inalterate così come la distribuzione degli spazi interni.
Sono stati restaurati gli infissi in legno, in ferro e le coperture e mantenute inalterate le celle di isolamento e punizione (oggi visitabili in maniera interattiva grazie a una piccola ma suggestiva mostra sul periodo carcerario). Una volta conclusi i lavori, dal novembre 2007, gli uffici del Parco sono stati trasferiti all'interno della ex diramazione centrale. Il 12 ottobre 2011 con la firma a Cagliari di un protocollo d'intesa è nato un nuovo importante progetto che consentirà di recuperare anche la storia umana di Tramariglio: ritmi di vita dei detenuti, storia delle evasioni, racconti sulle attività lavorative, la vita sociale dei secondini. Queste e molte altre informazioni che ancora si trovano racchiuse e purtroppo quasi dimenticate negli archivi storici degli Istituti di pena e degli archivi di Stato. Tutto questo verrà recuperato, disinfettato, catalogato e digitalizzato con un finanziamento regionale di due milioni e mezzo di euro inserito nei canali di programmazione Por Fesr 2007-2013, dall'assessorato degli Affari generali e che riguarderà non solo l'ex colonia penale di Tramariglio, ma anche le colonie di Castiadas e Asinara. Un imponente lavoro di ricerca di documenti, fascicoli e articoli delle cronache del tempo verrà svolto col coinvolgimento dei detenuti di alcuni istituti di pena dell'isola con l'aiuto e consulenza dei tecnici degli Archivi di Stato e del Provveditorato regionale. Ciò permetterà ai detenuti di accrescere le loro competenze informatiche, favorendone un prossimo reinserimento lavorativo. Uno degli obiettivi del progetto, che avrà durata biennale, sarà quello di accrescere il patrimonio della Digital Library della Regione e di consentire la ricostruzione digitale tridimensionale dell'ex villaggio penitenziario, con riproduzione del paesaggio, del contesto architettonico, degli spazi esterni ed interni e delle ambientazioni di vita reale, che scaturiranno da un'accurata ricerca sul materiale bibliografico, archivistico, cartografico, recente e storico esistente.
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