La cronaca politica e amministrativa degli ultimi anni ha posto grande enfasi sul problema della gestione del territorio, abituando i lettori a concetti quali “paesaggio” e “pianificazione” i quali, seppure apparentemente astratti, hanno importanti risvolti di carattere economico, sociale e culturale. In questo quadro di riferimento generale il tema delle terre civiche ha raramente visto le luci della ribalta, probabilmente a causa della sua portata limitata in confronto alla più estesa dimensione regionale del dibattito paesaggistico. Tuttavia, per alcune porzioni di territorio, il fenomeno è estremamente consistente, al punto di condizionare la pianificazione urbanistica e impattare profondamente sulle attività e sui comportamenti della popolazione che in quei territori opera quotidianamente.
Il caso dell’Ogliastra è sicuramente uno di questi, dato che le terre di collettivo godimento rappresentano oltre la metà della superficie provinciale. Ma cosa sono esattamente le terre civiche? Il termine fa riferimento al concetto di “usi civici”, ovvero a un “ordinamento caratterizzato dall’esistenza di una comunità locale i cui membri collettivamente esercitano diritti più o meno estesi di uso su terreni di collettivo godimento” (Pietro Nervi). In Ogliastra la rilevanza di questo ordinamento è stata constatata in un documento del 2005 (il Rapporto d’Area) in cui, sulla scia di precedenti esperienze di studio, il Laboratorio territoriale della Provincia ha confermato l’urgenza di affrontare il tema con una prospettiva sperimentale e multidisciplinare. Gli usi civici e l’esistenza di terre civiche erano allora percepiti come un “problema” al quale si correlavano numerosi conflitti derivanti per lo più dalla scarsa conoscenza e errata applicazione di norme scritte e non scritte. Attraverso un progetto pilota finanziato dalla misura 6.5 del Por Sardegna, è stato possibile percorrere un sentiero di conoscenza, informazione e dialogo partecipativo al quale hanno preso parte numerose amministrazioni locali, imprenditori, associazioni del terzo settore e singoli cittadini interessati a comprendere meglio quali fossero le opportunità legate alla presenza, così consistente in questa provincia, delle terre civiche.
Sono state realizzate indagini sulla percezione di numerosi portatori di interesse, ricognizioni cartografiche e documentali, eventi informativi e formativi per quanto riguarda aspetti giuridici e tecnici di gestione dei territori, workshop di discussione e validazione dei risultati preliminari, forum specifici per la discussione di proposte legislative e operative. Il progetto, supervisionato da un autorevole comitato scientifico, ha portato alla realizzazione di un libro,presentato il 15 gennaio a Lanusei. Il volume “Le terre civiche: opportunità di crescita e sviluppo per l’Ogliastra” edito da Mondadori Electa e curato dal servizio Laboratorio territoriale della Provincia, è un prodotto realizzato attraverso una chiave di lettura multidisciplinare che spazia dagli aspetti storico-giuridici ai tecnici e complessi problemi informativi e cartografici, dalle dinamiche di sviluppo partecipato ai risvolti sociali e culturali di questo fenomeno che , oltre a gran parte del territorio ogliastrino, interessa numerose altre zone della Sardegna. Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Provincia Pierluigi Carta e Francesco Ventroni , responsabile della misura 6.5 del Por Sardegna. La discussione del libro presentato da Stefania Aru è stata effettuata da tre esperti: Diego Quaglioni (professore di Storia del Diritto italiano a Trento), Francesco Nuvoli (professore di Estimo agrario a Sassari) e Giorgio Pizziolo (Analisi e pianificazione territoriale — università di Firenze). Sono intervenuti anche il consigliere regionale Francesco Sabatini e alcuni rappresentanti delle amministrazioni locali e delle associazioni del territorio. Durante la giornata si è verificata la volontà di tutta la società civile di portare avanti la discussione intorno alla materia degli usi civici con un ottica diversa rispetto al passato, adeguando la chiave di lettura da “legalità e sicurezza” a “sviluppo e programmazione”. L’impegno dimostrato da tutti i soggetti coinvolti è alla base di un’altra considerazione: per una corretta gestione del territorio, particolarmente quello gravato da usi civici, è necessario un differente rapporto fra cittadini e istituzioni. La cittadinanza deve necessariamente evolvere da popolazione amministrata a cittadinanza attiva. In questo quadro la pubblica amministrazione ha il dovere di stimolare il dialogo e di facilitare la costruzione di regole condivise e accettate. La costituzione di un Osservatorio permanente sulle terre civiche in Ogliastra rappresenta la naturale evoluzione del progetto.
Il libro è stato realizzato con i contributi di Angelo Aru, Stefania Aru, Angela Cacciarru, Davide Cao, Pierluigi Carta, Luisa Cottone, Aide Esu, Sebastiano Mario Fiori, Mauro Frau, Elena Lai, Manuela Maccioni, Patrizio Manca, Michelina Masia, Rossana Moro, Luciano Murgia, Pietro Nervi, Serenella Paci, Bruna Pendugiu, Andrea Puddu, Stefano Renoldi, Piero Rubiu, Giuseppina Antonella Seoni, Maura Stochino, Clelia Tore, Daniela Utzeri, Francesco Ventroni, Cristiana Verde, e con la collaborazione di Antonio Cavia, Francesca Fantola, Antioco Lai, Orazio Locci, Sergio Meloni, Paolo Schirru, Serafino Urru.