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Anno XIII - Gennaio 2012
Crisi

Il credito alle imprese sarde è peggiorato
Sofferenze e incagli alle stelle, edilizia ko

Le aziende in seria difficoltà nel restituire i prestiti, parlano i direttori dei Confidi leader

di Giacomo Mameli

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I direttori dei principali consorzi fidi in Sardegna: da sinistra Dino Barranu del Finsardegna, al centro Marcello Tiddia della Sardafidi-Apisarda, e a destra Alessandro Tronci del Confidi associato a Confindustria. (foto Sardinews)

La Banca d’Italia usa parole chiare. In una nota compilata alla fine dello scorso anno scrive: “C’è in Sardegna un nuovo rallentamento del credito bancario, ascrivibile soprattutto alla flessione di quello concesso alle imprese di media e grande dimensione. I finanziamenti alle famiglie hanno lievemente decelerato. La qualità del credito alle imprese è peggiorata a fronte di un marginale miglioramento per le famiglie. È proseguita la contrazione della raccolta bancaria: vi ha inciso il calo delle disponibilità liquide delle imprese”. Non solo. Nel primo documento uscito da via Nazionale a Roma nei primi giorni di quest’anno, la Banca d’Italia rimarca un “irrigidimento delle condizioni di offerta dei mutui alle famiglie”. Succede in tutt’Italia. E la Sardegna non fa eccezione.
È allarme. E se ne è parlato nella sede cagliaritana di Largo Carlo Felice durante il tradizionale incontro fra i dirigenti della Banca d’Italia in Sardegna (presenti il direttore Gioacchino Schembri e gli economisti che elaborano la nota congiunturali guidati da Roberto Rassu) e i rappresentanti di tutti gli istituti di credito presenti nell’isola compresi i direttori generali dei principali Confidi (Dino Barranu per FinSardegna, Marcello Tiddia per Sardafidi di Apisarda e Alessandro Tronci per il Confidi della Confindustria). Le parole usate da BankItalia sono estremamente chiare: “Nel primo semestre 2011 i criteri di erogazione dei prestiti hanno registrato un irrigidimento, meno marcato per le imprese di piccole dimensioni. Tra le branche produttive, le condizioni si sono inasprite soprattutto per le costruzioni. Il peggioramento dei criteri di offerta si è tradotto prevalentemente in un aumento degli spread, in particolare per le situazioni più rischiose. Anche le garanzie richieste sonio risultate in crescita”.

Tassi di interesse bancari Il bollettino della Banca d’Italia scrive che i tassi attivi di interesse bancari sono passati dal 5 per cento del settembre 2010 al 5.27 del giugno 2011 (da 6.01 per le imprese medio-grandi al 6.47, dall’8 per le piccole imprese all’8.23, per le aziende edili dal 6.76 al 7.45). I prestiti a medio e lungo termine per le famiglie sarde sono passati dal 2.93 al 3.52 mentre i prestiti per le imprese dal 3.59 dell’autunno 2010 sono saliti a 4.38 del giugno 2011.

La raccolta Scrive BankItalia sede Cagliari: “A giugno del 2011 la raccolta bancaria ha continuato a ridursi (-1,2 per cento a fronte del -1,0 di dicembre. L’andamento ha riflesso la perdurante contrazione dei depositi (-1,3) ascrivibile in larga parte al calo delle disponibilità liquide in conto corrente e il ristagno delle obbligazioni bancarie. La flessione dei valori depositati ha interessato sia le famiglie sia, in misura più accentuata, le imprese (-0.6 e -0.8 rispettivamente).

Commenti - Le dichiarazioni dei direttori dei Confidi sono allarmate. “Stiamo registrando un decadimento del sistema-imprese perché sono al centro di un sistema vorticoso che tutto paralizza con l’allungamento dei tempi di incasso”, osserva Marcello Tiddia. “Noi lavoriamo con piccole imprese che, per i lavori eseguiti, non ottengono i soldi dai committenti pubblici, sono pressate da Equitalia che ipoteca perfino le case di abitazione e allo stesso tempo sono pressate dalle banche. Siamo al non ritorno dei conti con sofferenze in crescita”, aggiunge Dino Barranu. Il direttore del Confidi che assiste le aziende iscritte alla Confindustria regionale, Alessandro Tronci, osserva: “Il momento è molto difficile per scarsità di liquidità nei mercati, gli spread si sono triplicati. Le aziende hanno meno crediti e a condizioni più gravose. Corrono, corrono, vanno alla fonte ma la trovano secca. E così sono del tutto disidratate”.

I dati sull’occupazione – Gli ultimi dati sull’occupazione diffusi dall’Istat hanno fatto gridare (taluni) al miracolo. Nell’editoriale in prima pagina di Maria Letizia Pruna sono spiegati bene i numeri che vanno saputi leggere perché c’è un’oscillazione costante di 20-30 mila occupati stagionali che fluttuano nel precariato, ma sempre quelli sono. I macronumeri sono i seguenti: i disoccupati in Sardegna nel terzo trimestre 2011 sono scesi a 77 mila contro gli 83 mila del 2010. Gli occupati, sempre terzo trimestre, a quota 615 mila contro i 593 dell’anno precedente (4 mila nuovi occupati in agricoltura, 30 mila nei servizi).

Prodotto interno lordo – Il Pil globale (in milioni euro) a prezzi correnti era in Sardegna 29.790 nel 2008 passatoi a 29.005 nel 2009. Quello nazionale era nel 2008 di 1.409.138 sceso a 1.367.726 nel 2009. Il Pil pro capite a prezzi correnti: in Sardegna 20.405 euro nel 2007, passato a 20.591 nel 2008 e sceso a 19.986 nel 2009. Calo anche in campo nazionale: il Pil procapite Italia 26.040 nel 2007, salito leggermente a 26.204 nel 2008 e assottigliato a 25.237 nel 2009.

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