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Anno XI - Maggio 2010
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Crs4, vent’anni di vita, isolamento spezzato
È a Pula il secondo centro di calcolo in Italia

Il passaggio a Fondazione, la ricerca sulla sclerosi, la computer room, parla Paolo Zanella

di Carla Colombi

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Paolo Zanella presidente del Crs4, sotto Lidia Leoni e Giorgio La Spisa. (foto Sardinews)  

Ha vent’anni di vita il Crs4, il Centro di ricerche nato in via Sauro a Cagliari per spezzare l’isolamento scientifico, informatico, tecnologico della Sardegna nuragica e della Sardegna dei Piani di rinascita a singhiozzo. Missione compiuta adesso che opera nel verde del Parco di Piscina Manna a Pula tra cisti, ginepri e cervi? Paolo Zanella, 77 anni, emiliano di Reggio Emilia, in Sardegna da mezza vita, dice: “Siamo stati e siamo utili alla Sardegna. Qui ci sono cervelli, quasi tutti sardi. Qui ci sono intelligenze, quasi tutte sarde”. Dopo aver frequentato il Cern di Ginevra, Heidelberg, Cambridge e sempre a caccia di tecnologie, Zanella ha rilevato il testimone dal premio Nobel Carlo Rubbia. I traguardi tagliati? Aver messo on line L’Unione Sarda quando al mondo era l’unico quotidiano in rete con una testata prestigiosa quale Washington Post. E poi ? “Abbiamo reso la Sardegna sempre meno isola con un lavoro incessante e aggiornato di comunicazione, la rete di ricerca si è ampliata, abbiamo cavi di fibre ottiche sottomarine, possiamo servire la rete nazionale, disponiamo delle stesse velocità presenti nelle zone più avanzate tecnologicamente d’Italia”. Poi afferma: “Per quanto riguarda il calcolo abbiamo cambiato la posizione geografica della Sardegna. È un’isola che ha spezzato altrui isolamenti . Qui arrivano ricercatori dal Nord America, dal Giappone, dall’Asia, e firmano report inequivocabili”.
Eccesso di ottimismo? No. Basta muoversi nelle stanze e nei laboratori per capire. C’è una computer room dove opera Lidia Leoni, 39 anni, sassarese. Basta aprire le virgolette per capire: “La potenza di calcolo complessiva dei cluster (gruppo di computer collegati tra loro da una rete) presenti al CRS4 è di 47 TeraFlops (47mila miliardi di operazioni al secondo); il cluster più potente presente al CRS4, secondo in Italia, è in grado di eseguire 34,6 TeraFlops (34,6 mila miliardi di operazioni al secondo)”. Il linguaggio è negato ai comuni mortali ma è bene sentirli questi nuovi linguaggi. Dice Lidia Leoni: “Lo spazio disco presente al CRS4 è di 1,2 PB (1,2 Peta Byte, 1.000.000.000.000.000 byte = 10^15 byte = 1 biliardo di byte) equivalente a circa 1.580.000 CD-Rom, a 254.000 DVD da 4,7 G (normalemnte usati per registrare i film), a 24Km di cd impilati uno sopra l’altro”.
E i collegamenti col resto del mondo?
“Il CRS4 è collegato alla rete attraverso una fibra spenta della RTR (Rete telematica regionale) alla rete GARR (rete della ricerca Italiana) con un link ad 1Gbps; la fibra spenta (banalemnte una copia di fibre che vengono ‘illuminate’ da 2 apparati presenti nella sede del CRS4 e di Sa Illetta presso la sala Janna della Regione Sardegna, questo ci consente di controllare direttamnete il link e di risparmiare i soldi del collegamento attraverso provider) consente di collegare tra loro le sedi del CRS4, dell’università di Cagliari e le due sedi dell’INAF (Istituto nazionale di Astrofisica)”.
Vi manca qualcosa?
“Per rispondere alle richieste dei ricercatori che utilizzano le nostre macchina, prevediamo di acquisire un altro cluster di calcolo e uno spazio disco doppio di quello attuale (almeno 2PB). Nei nostri sistemi girano applicazioni meteorologiche, di geofisica, calcoli per la combustione pulita, di genomica, di bionformatica, chimica, fluidodinamica, eccetera”.
Il livello è questo. Ecco perché Zanella sprizza orgoglio. Anticipa che tra poco l’assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa firmerà un’intesa col presidente della Regione Lombardia Roberto Fiormigoni.
La Sardegna darà tecnologie alla Lombardia?
“E perché no? Qui verranno a sperimentare alcune tecniche sanitarie alti dirigenti del San Raffaele di Milano, calcoli verranno fatti in comune tra Pula, Milano e un istituto di New York. I lombardi del San Raffaele soggiorneranno da noi per mettere a punto un progetto oncologico con la Columbia University”.
Lavori anche con altri ospedali?
“Il contatto è fisso col Brotzu. A luglio firmeremo un contratti con il Rizzoli di Bologna. A Cagliari saranno localizzati alcuni centri per la tracciabilità delle operazioni mediche, soprattutto di quelle chirurgiche. Con l’Inpeco dialoghiamo con la Siemens per progetti divisi tra Piemonte e Veneto”.
Come siete posizionati in Italia?
“Nel listone dei primi 500 centri di calcolo al mondo siamo circa al posto 250. In Italia siamo i secondi dopo il Cineca di Bologna e sempre nei primi duecento al mondo. La Sardegna in questi vent’anni è arrivata a livelli tecnologici modernissimi”.
E con le industrie?
“Ottimo è il rapporto con l’Eni, per la combustione pulita lavoriamo con l’Enel, buoni i legami di ricerca con l’Ansaldo”
Siete una Fondazione. Cosa cambia?
“Giuridicamente molto. Ma prima la nostra posizione giuridica era incongrua, ci si stava lavorando da tempo”.
E i rapporti con la Regione?
“Sono diventati ottimi, sia con la presidenza che con la Programmazione. La Regione continua a volere che il Crs4 abbia qui la sua punta di diamante. E con la Regione, come sempre, dobbiamo fare squadra”.

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CRS4 Fondazione – L’ufficio stampa del Crs4 ha scritto: “La Giunta regionale, su proposta del presidente Ugo Cappellacci, nella seduta del 27 aprile, ha approvato la delibera numero 17/30: “Indirizzi per la trasformazione in fondazione del Crs4”. Cappellacci richiama l’attenzione sul fatto che l’attuale forma giuridica di società a responsabilità limitata del CSR4 non appare la più consona alla piena realizzazione delle finalità pubbliche istituzionalmente perseguite dalla Società e la più adatta a favorire i potenziali sviluppi della sua attività. La costituzione di una fondazione sotto il profilo giuridico e fiscale appare la soluzione più conveniente, consente, la costituzione di un fondo di dotazione destinato al perseguimento delle finalità previste nell’atto costitutivo e nello statuto.
“Siamo molto soddisfatti per il CRS4 e per la Sardegna. Questo è l’inizio di un percorso che ci permetterà di avere la struttura ideale per rispondere alle sfide competitive che anche nella ricerca sono sempre più pressanti – sottolinea il presidente del CRS4, Paolo Zanella – e ci permette di continuare con maggiore slancio nelle nostre attività, in particolare ad applicare la nostra grande potenza di calcolo alle scienze della vita, intendendo con esse lo studio della biologia, della salute, dell’ambiente in cui viviamo e dell’energia necessaria per le attività umane.” “Nel 2009 - precisa il direttore amministrativo Alessandro Milletti - dei 172 dipendenti del CRS4, il 73 per cento ovvero 125 persone, erano sardi.”

Sclerosi multipla – Ancora l’ufficio stampa: L’annuncio della scoperta di un nuovo gene coinvolto nella sclerosi multipla da parte del prof. Francesco Cucca il 10 maggio ha prodotto grande soddisfazione al CRS4. Lo studio, finanziato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla, ha coinvolto alcuni ricercatori del Crs4 (Ilenia Zara, Carlo Sidore, Michel Whalen, Maria Francesca Urru, Andrea Angius). Il CRS4 fa parte del consorzio che ha sviluppato la ricerca, pubblicata su Nature Genetics il 9 maggio 2010 ( Variants within the immunoregulatory CBLB gene are associated with multiple sclerosis ). “Siamo orgogliosi dell’annuncio del prof. Cucca e del suo team” afferma Paolo Zanella. È una scoperta importantissima ottenuta anche grazie al lavoro dei bioinformatici che hanno affiancato il gruppo di ricerca coordinato da Cucca e grazie alla grande potenza di calcolo del CRS4”.
Il CRS4 dispone di 2 sistemi GAIIx (Illumina) per il genome sequencing e dal prossimo ottobre saranno disponibili sistemi di nuova generazione che permetteranno di decuplicare la capacità di sequenziamento. “ Il computer - dice Chris Jones chiamato da Zanella da Oxford per collaborare col Crs4 – viene utilizzato come parte integrante della ricerca dove nuove ipotesi vengono impostate partendo dai dati misurati per poi essere confermate in laboratorio. Questo è un eccellente esempio di e-science, di scienza potenziata dall’uso del computer.” Ci sono voluti 12 anni per sequenziare il primo genoma: dal 1991 al 2003.

Giorgio La Spisa: dalla crisi si esce
investendo sull’innovazione

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La ricerca come punto di partenza per il progresso e lo sviluppo. Dopo 20 anni di attività la collaborazione tra CRS 4 e Regione Sardegna prosegue in modo sempre più stretto e costituisce per i nostri ricercatori un punto di riferimento e allo stesso tempo un punto di partenza. Da quando venne costituita come “Società Consortile partecipata dalla Regione e dai privati, IBM, Techso, STM, ai quali si aggiunsero poi Saras e Tiscali con il premio Nobel, Carlo Rubbia, come presidente, di acqua, anzi di ricerca, sotto i ponti ne è passata. Qualche critico, oggi che si è avviato il percorso verso la trasformazione del CRS 4 in Fondazione, continua a vedere la ricerca come uno spreco di fondi. Per quanto ci riguarda, riteniamo che la direzione da seguire sia esattamente opposta: la ricerca, sia essa di base, industriale o sperimentale non è uno spreco ma una risorsa per il futuro dell’isola. Le diverse collaborazioni attivate con i ricercatori di tutto il mondo in questi anni, alle quali si sono aggiunte quelle di questi ultimi 15 mesi, hanno portato il CRS4 a ritagliarsi uno spazio importantissimo nel panorama della ricerca, sistema sul quale la Regione sta puntando in modo deciso.
La qualità è la garanzia per raggiungere i massimi livelli, per questo abbiamo voluto incrementare le risorse destinate alla ricerca di 12 milioni rispetto allo scorso anno arrivando a 35 milioni. Grazie al protocollo di intesa firmato lo scorso 10 marzo al Miur, inoltre sono disponibili ulteriori 25 milioni stanziati dal ministero che si integrano ai 20 messi a disposizione dalla Regione. A questi si sommano altri 50 milioni, di cui 18 stanziati dalla Regione e 32 dal Fondo sociale europeo, impiegati per finanziare borse di studio e progetti di ricerca presentati nell’ambito dei bandi regionali pubblicati nel 2008. A metà maggio, inoltre abbiamo avviato alcuni percorsi di collaborazione con il Friuli Venezia Giulia sui temi dell’energia, della biomedicina molecolare e delle biotecnologie, che segue il il protocollo d’intesa stipulato con la Lombardia sui temi delle biotecnologie, dell’Information and Communication Technology e dei beni culturali. Cerchiamo di far sì che i nostri giovani possano rimanere qui e da qui competere con il mondo. Dalla crisi si può e si deve uscire investendo sull’innovazione.

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