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Anno XIII - Gennaio 2012
Informazione

Radiopress, al timone si siede Paola Pilia
con Ghiglieri Magro Manunza Muscas

Lascia il direttore storico Vito Biolchini che continua a collaborare con Elio Turno Arthemalle

di Giovanni Runchina

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Multimediale, internettiana e bilingue. Radio Press si ripresenta così ai suoi ascoltatori nei progetti di Paola Pilia, 32 anni, laurea in Scienze politiche. Dal primo gennaio, ha preso il timone della storica emittente cagliaritana di via Barone Rossi. Una novità rilevante, nel segno della continuità; la neo direttrice è cresciuta professionalmente dentro la redazione in cui è approdata nel 2004. In mezzo a questo percorso numerose collaborazioni tra cui quelle con: Rai regionale, Nova Tv, Il Sardegna e Sardegna Quotidiano. Il suo predecessore, Vito Biolchini che ha condotto la radio per sette anni, resterà come programmista e continuerà a condurre sia la fortunata striscia mattutina “Buongiorno Cagliari” con Elio Turno Arthemalle, sia “Mediterradio” la finestra d’approfondimento curata con i colleghi della Corsica.

Direttore, Radio Press ha ripreso le trasmissioni con lo slogan “Una storia da scrivere ancora”, quali saranno le novità che proporrete al pubblico nel 2012?
“Lo slogan che abbiamo scelto si aggiunge a quello storico “Ascolta la tua città” perché intendiamo estendere lofferta d’informazione e d’intrattenimento a tutta l’isola, ovviamente tenendo un forte radicamento a Cagliari e hinterland che è la base da cui ripartire. Per quanto attiene le novità, ci presentiamo agli ascoltatori con una redazione giovane, professionalmente di grande livello e molto motivata con Nicola Muscas, che sarà al mio fianco e col quale ho condiviso il percorso dentro la radio, Lorenzo Manunza, Monica Magro e Bruno Ghiglieri. Sotto il profilo squisitamente giornalistico punteremo sulla multimedialità: il sito (www.radiopress.it) e il profilo Facebook sono già realtà e costituiranno, sempre più, parte integrante della nostra offerta d’informazione. Svilupperemo ancor di più la programmazione in lingua sarda che è un’altra preziosa eredità della gestione precedente. Tuttavia non ci saranno solo radiogiornali e intrattenimento, il sabato parleremo di sport: calcio e molte altre discipline”.

Una donna, per giunta giovane, ai vertici dell’informazione può essere un elemento di cambiamento strutturale in questo settore?
“Me lo auguro, sono sempre stata sensibile alla questione femminile, alla valorizzazione dell’impegno e dei talenti delle donne. Mi preme sottolineare che il mio nuovo ruolo è frutto di quanto di buono fatto sinora in termini di scelte editoriali. Se occupo questa posizione lo debbo sia al coraggio e alla fiducia dell’editore Alessandro Manunta, sia alla credibilità acquisita dall’emittente sotto la direzione di Vito Biochini. A Vito devo molto sotto il profilo degli insegnamenti, anche se, assieme a lui, hanno lavorato per anni altri colleghi straordinari. Tra tutti voglio citare Alberto Urgu e Cristiano Bandini che hanno contribuito in modo determinante all’affermazione della radio, spero che i nostri percorsi professionali possano nuovamente incrociarsi. Il successo è, però, da attribuire pure ai tecnici, ai collaboratori e ai programmisti tutti”.

Principali radio sarde e i loro direttori

Radio Sintony International:
Giovanni Runchina
Radiolina: Giuseppe Anziani
Radio Press: Paola Pilia
Radio Macomer Centrale: Roberto Melis
Radio Barbagia: Francesco Mariani
Radio Cuore: Giovanni Massa
Radio Internazionale Costa Smeralda: Monica Cerotti
Radio La Voce: Michele Garbato
Radio Onda Stereo: Maria Antonietta Izza
Radio Stella: Antonio Melis



 

L’emittente come consoliderà la propria posizione?
“Cercheremo una giusta miscela tra le novità che ho appena citato e gli elementi che hanno fatto sin qui la nostra fortuna: le dirette puntuali e approfondite sugli avvenimenti di attualità; i programmi musicali e d’intrattenimento di qualità, alcuni diventati autentici punti di riferimento; il rapporto straordinario tra colleghi e col pubblico. Credo che il segreto di Radio Press risieda nella capacità di creare energie positive tanto al proprio interno, quanto all’esterno. Ogni giorno riceviamo le visite non solo degli ascoltatori ma anche di ex collaboratori che mantengono con noi un rapporto di grande affetto a distanza di anni dall’esperienza in radio”.

Quali opportunità intravvede per la sua radio e che tempi si dà per fare le prime valutazioni?
“Credo che le possibilità siano molte; siamo giovani in un mercato dove non mancano spazi e richieste. Paradossalmente il mondo della radio può rappresentare la vera novità, in termini giornalistici, di questo 2012 molto complesso e ricco di sfide da cogliere. Relativamente ai bilanci credo che tra sei mesi potremo tracciare il primo. Ci sono tutte le premesse per fare bene, nonostante le difficoltà economiche generali. Abbiamo voglia di sperimentare e di confrontarci sempre più con gli ascoltatori che, ripeto, sono la nostra grande forza”.

Qual è lo stato di salute dell’informazione nell’isola?
Buono. Ci sono energie nuove che stanno emergendo accanto a quelle presenti già da qualche tempo. Complessivamente mi pare che l’offerta sia molto migliorata, soprattutto negli ultimi mesi. Un esempio su tutti: la nascita di due nuovi quotidiani (Sardegna 24 e Sardegna Quotidiano ndr) che ha arricchito il pluralismo e stimolato i giornali storici. Penso che in Sardegna ci sia un gran bisogno d’informazione immediata e franca, a misura di cittadino”.

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