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Anno XI - Aprile 2010
Le interviste

Gli universitari si devono sentire accolti
Il grande cruccio: le mense e i posti letto

La parola a Daniela Noli, dal 22 gennaio presidente dell’Ersu di Cagliari

di Giacomo Mameli

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Il cruccio più grosso? “È uno ma abbraccia tutti gli altri. È la schizoide ubicazione di mense e alloggi rispetto ai poli universitari classici della zona di viale fra Ignazio-Piazza d’Armi e il polo di Monserrato”, dice Daniela Noli, nella foto, da novanta giorni presidente dell’Ersu di Cagliari, l’ente regionale per il diritto allo studio, nel suo ufficio al terzo piano del Corso Vittorio Emanuele, la stessa stanza che fu prima di Efisio Corrias e poi di Paolo Savona nella loro veste di presidenti del Cis. Prima che fosse assorbito dal colosso Intesa.
Che fare?
“Per adesso far funzionare al meglio l’esistente e cioè le case dello studente di via Biasi, via Businco, via Montesanto, via Trentino e via Roma. E poi le mense di via Premuda -180 mila pasti all’anno – piazza Michelangelo (143 mila), via Trentino (60 mila) e Monserrato (55.976). E badare il meglio possibile ai posti letto che sono attualmente 946. Ma siamo sotto di mille, con la presenza a Cagliari di 19.587 studenti fuori sede e 16.128 pendolari”.
Grandi disagi per gli universitari, quindi.
“Certamente. Il mio impegno è fare in modo che gli studenti si sentano accolti, oserei dire coccolati, perché abbiamo il dovere di metterli a loro agio. Ma è evidente che le carenze sono tante e pesanti. Adesso stiamo attendendo l’autorizzazione dal Comune di Cagliari per poter dimensionare al meglio la mensa di via Trentino, ampliandola adeguatamente. E poi resta il grande progetto del campus universitario di viale La Playa”.
Così quadrerebbe il cerchio?
“No. Io vorrei molto che esistesse uno studentato diffuso perché servirebbe a rivitalizzare il tessuto urbano, a una integrazione reale, così come avviene – per stare all’Italia - a Perugia, Urbino, Modena. C’è pronto al Comune un progetto che feci quando ero assessore di co-housing ma non si è ancora vista la pubblicazione. Con la diffusione di mini case-studente nel cuore dei centri urbani i giovani porterebbero nuova linfa nei rioni storici, darebbero vita a quartieri talora spenti, privi di vita e vitalità”.
Progetti a lungo termine. E qualcuno più immediato?
“Intanto lavorare sodo per realizzare i progetti risolutivi: quindi mense e campus accoglienti. Di immediato vorrei, proprio qui, in pieno centro, in questa sede tra il Corso e via Sassari, al secondo piano, creare un centro assistenza con vari sportelli che diano risposte per trovare casa, per avere informazioni, creare una sala riunioni per le varie associazioni in modo tale che i ragazzi stiano insieme e si conoscano e non debbano peregrinare in cerca di spazi dove si possa fare aggregazione. Quando sono arrivata in quest’ufficio non ho visto un solo giovane, un solo studente. Ecco: vorrei che il quartier generale dell’Ersu fosse soprattutto dei giovani studenti universitari. E soprattutto vorrei poter arricchire il tempo libero di chi frequenta il nostro ateneo. L’Ersu non può essere solo l’ente che si occupa di pasti e posti letto o di assegnazione di borse di studio. No, deve far vivere l’università e la città che devono essere sentite come casa propria. Tra l’altro constato ogni giorno che i giovani sono motivati, hanno voglia di fare. E ”non dico mai che sono il nostro futuro. No, questo modo di dire mi sembra volerli scaricare. Sono il nostro presente. E dobbiamo lavorare oggi per loro. Senza soste”
Una cosa a cui sta lavorando in queste ore?
“Sto mandando una lettera al presidente della Regione per fare in modo che anche gli universitari fuori sede possano godere qui di una immediata assistenza sanitaria senza dover essere costretti alle lunghe file del pronto soccorso. Per loro si può creare uno sportello ad hoc. Vorrei riuscire il prima possibile a tagliare questo traguardo”.
Che giudizio dà della burocrazia?
“Dovrebbe essere molto più snella. Con maggiore efficienza si può fare il triplo di ciò che si riesce a mandare avanti. Troppi passaggi rallentano l’operatività, c’è desiderio di snellimento”.
Quanti soldi amministra?
“L’ultimo bilancio è stato di 35 milioni di euro. Il nostro organico è di 127 dipendenti, adesso siamo 104”.
Quando inizieranno i lavori per il campus di viale La Playa?
“Dipendesse da me anche domani mattina. C’è di mezzo la burocrazia, e non solo. Ma l’impegno mio e di tutta la struttura è far presto. A questo stiamo lavorando. Proprio per accogliere i nostri studenti. L’Ersu” è stato creato per loro”.

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