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Anno XI - Gennaio 2010
Religioni

Tre anni di lettura della Bibbia su Radio 3
Gabriella Caramore vuole scoprire Dio

La nuova serie di “Uomini e Profeti” battezzata a Roma da Marino Sinibaldi

di Roberta Mameli

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Da sinistra Gabriella Caramore, conduttrice di “Uomini e profeti”; Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 e il musicista Moni Ovadia negli studi Rai di via Asiago 10 a Roma. (foto Sardinews)  

Tra le cose sostanziali che si possono dire su Radio Rai Tre, una di queste è che essa rappresenti “il mondo dei libri”. La pluralità, ovvero cultura.
A partire dal 17 gennaio e a proposito di libri, Uomini e profeti legge la Bibbia. Il programma di Rai Radio Tre curato e condotto da Gabriella Caramore, dedicato all’approfondimento delle realtà e delle tematiche religiose, ha inaugurato un nuovo spazio, “Leggere la Bibbia”. Il ciclo appena cominciato, durerà tre anni. L’obiettivo, quello di fornire strumenti adeguati a chi “cercasse”. Non solo come definizione, ma come stato dell’essere. Realtà interiore, esistenziale, concreta. Umana.
Aiuteranno questa ricerca, esegeti, storici, biblisti, filosofi. Una svolta ma anche una linea di continuità nella programmazione di Radio 3: ne hanno parlato, domenica 17 gennaio negli studi di via Asiago a Roma, la stessa Caramore col nuovo direttore Marino Sinibaldi (ex conduttore di Fahrenheit) in compagnia di Enzo Bianchi (priore della comunità di Bose), l’artista Moni Ovadia (ha letto alcuni brani della Bibbia e ha cantato un salmo), il rabbino Benedetto Carucci Viterbi, la presidente delle teologhe italiane Marinella Perroni, i teologi valdesi Daniele Garrone e Paolo Ricca.
Radio Tre si conferma così, anche con questo nuovo ciclo sulla Bibbia, come mondo di libri. Universo plurale. La Sacra Scrittura, letta, scritta e interpretata dallo Spirito, è di “contenuto unitario”. I protagonisti, lo Spirito e l’ispirazione che dona (senza misura) agli uomini. Ma l’uomo, di fede e no, “indaga” per sua stessa natura. Significa includere l’intelligenza.
E l’intelligenza - è emerso anche dalla puntata di domenica in via Asiago - considera il “contesto”, studia, interpreta, si domanda. Guarda alla storia, all’archeologia, alla geografia, alla cultura, alla filosofia. Mette insieme i dati raccolti. Coglie le somiglianze. Accetta le differenze (sa che arricchiscono) e persino le contraddizioni. La verità in ricerca (un cuore e una mente pura), non ha paura. Non si chiude, ma spazia. Non si sente mai arrivata e non vuole fermarsi. Lo spirito soffia dove vuole, come vuole. Bibbia vuol dire che Dio ha parlato e parla, sì, ma per mezzo di uomini e nel corso di millenni. Parla (e si lascia interpellare) anche oggi. La Parola di Dio (nella Bibbia) non ha “escluso” alcun popolo o evento storico. Ma si è avvalsa proprio di questi. Non ne ha disdegnato alcuno.
È questo l’approccio alla Scrittura. Così va percorsa e intesa anche la sua lettura. In caso contrario si tradisce la Bibbia stessa e si cade (degrada) nell’integralismo. Dio non è ottuso e a volte va pure “difeso”. E anche l’uomo, la sua intelligenza, la sua libertà. Perché è la verità che rende liberi.
Dio ha stipulato un Patto (di libertà, di alleanza) con Israele. Israele rappresenta l’umanità intera.
Libera. È il Dio dell’Esodo. È la prima esperienza che l’uomo fa di Dio.
Crea. È il Dio della Creazione. Ma la creazione è un’esperienza successiva e conseguente a quella di un incontro “liberante”con Dio. Dio che salva (dalla condizione di schiavitu) è il Go’el.
Graduale e rispettoso dell’uomo. Si “adatta” alla sua capacità di poterlo o no contenere, comprendere, conoscere. Insegna a contemplare, senza scandalizzarsi, anche un Dio debole, “assente”, sconosciuto, insondabile. Colui del quale non si può dire nulla.
Ma è anche un Dio che parla. Si relaziona. Cerca e chiama l’uomo a Sé e l’uomo a se stesso.
Parla, il tuo servo ascolta.
L’ascolto necessita un tempo di silenzio (di vuoto e deserto). Il silenzio è luogo dell’anima.
Dio parla nel silenzio. Ascoltare significa rispondere. Lasciarsi interpellare. Sentirsi chiamare per nome.
Il mezzo di comunicazione della radio è basato sull’ascolto e mai vorremmo fosse diversamente. Davvero. Siamo di quelli a cui non piace “distrarsi”.
Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti ultimamente in questi giorni giorni ha parlato a noi per mezzo del figlio.
È sempre attuale e non manca mai -ultimamente- di parlare per mezzo dei suoi profeti e con i mezzi messi a disposizione dall’uomo, per l’uomo.
Con chi “parlerà” Uomini e Profeti? Al programma (gennaio-giugno 2010, settembre 2010-giugno 2011, settembre 2011-giugno 2012) parteciperanno Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Benedetto Carucci Viterbi, Sabino Chialà, Paolo De Benedetti, Riccardo Di Segni, Fulvio Ferrario, Daniele Garrone, Sergio Givone, Sharzad Hushmand Zadeh, Giuseppe Laras, Stefano Levi Della Torre, Elena Loewenthal, Amos Luzzatto, Lidia Maggi, Luciano Manicardi, Luca Mazzinghi, Adnane Mokrani, Salvatore Natoli, Moni Ovadia, Marinella Perroni, Gianfranco Ravasi, Yann Redalié, Paolo Ricca, Alexander Rofé, Jean Louis Ska, Barbara Spinelli, Piero Stefani, Letizia Tomassone, Adriana Valerio, Alberto Ventura, Sosanna Virgili, Dario Vitali, André Wénin, Gustavo Zagrebelsky, Vladimir Zelinsky e, si legge in una brochure Rai, “altri”.

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