Home
Anno XI - Febbraio 2010
Ricerca scientifica

Adesso c’è il registro tumori regionale
Casula: il rapporto ambiente-malattie

Innovazione in Sardegna, si punta a bloccare il turismo della salute

di Mario Frongia

ngffgf
Il professor Giuseppe Casula responsabile della commissione oncologica regionale.  

Capire se il cancro alla prostata fa più vittime nel Campidano o in Gallura. Chiedersi se, a Teulada, Quirra o La Maddalena, aree in cui da decenni le esercitazioni militari producono fumi, polveri e residui di vario genere, gli stessi siano causa o acceleratore - o entrambi - di alcune forme tumorali. Individuare quali sono le zone in cui il cancro al seno o quello al colon mietono più vittime. Ma anche riflettere e decidere rapidamente sulla qualità dell’offerta assistenziale sanitaria. Sul chi, dove e come avere prestazioni e trattamenti specialistici per contrastare le neoplasie. Un obiettivo ad ampio spettro su una lista da brivido. Ma la realtà impietosa che determina l’istituzione della commissione oncologica e del registro tumori regionale, è questa. In breve, un passo di civiltà sanitaria che mette la Sardegna al pari delle regioni più evolute in Europa. Con il registro si può capire dove, come, quando e perché i sardi si ammalano di cancro.
Si progetta un’assistenza all’avanguardia. E si rideterminano le sedi in pazienti di dire basta a buona parte del turismo della salute. “Il pendolarismo sanitario per le patologie oncologiche può essere contrastato con vigore”. Gavino Faa, già preside della facoltà di medicina dell’ateneo di Cagliari, spiega: “A metà anno avremo le analisi sui primi dati. Mentre a fine 2010 il registro, e quel che ne consegue, potrà essere fondamentale nella prevenzione e nella lotta al cancro”. Il professore è responsabile tecnico-scientifico del registro. Di fatto, coordina il censimento, l’incidenza delle patologie tumorali sui sardi, i rapporti tra ambiente e cancro, le conseguenti direttive su prevenzione, diagnosi precoce e creazione della rete oncologica. L’accelerata sul tema, sollecitata dalla Federazione regionale e dagli Ordini dei medici, è nata all’assessorato regionale alla Sanità, lo scorso dicembre. Nella delibera di Antonello Liori, anche la convenzione stipulata tra il direttore del Servizio sistema informatico dell’assessorato, l’ingegner Gian Nicola Saba, e l’accademico dell’università di Cagliari.
La direzione scientifica del registro tumori è presso la prima cattedra di anatomia patologica del dipartimento di Citomorfologia all’ospedale san Giovanni di Dio, mentre la direzione amministrativa e epidemiologica avrà sede in assessorato. Di fatto, si parte con la stesura di una mappa che riassuma l’incidenza delle neoplasie in Sardegna. “Controllare eventuali correlazioni tra ambiente e insorgenza di specifici tipi di tumore consente di programmare nuove e mirate politiche di prevenzione e di diagnosi precoce dei tumori. Solo così si può arrivare in tempo, nelle prime fasi di sviluppo della cui ci si può curare con standard elevati. Infine, si permette ai cittadini-malattia, quando la cura e la guarigione è ancora possibile” dice Giuseppe Casula, ordinario chirurgo oncologo e coordinatore della sottocommissione oncologica dedicata alla creazione della rete assistenziale. In pratica, i centri di riferimento per l’assistenza e la radioterapia. Un’occasione di crescita per la sanità regionale costruita sull’intesa tra medici di base, anatomopatologi e oncologi supportati da epidemiologi, informatici e statistici. Il tutto grazie anche alla creazione della commissione oncologica. Composta oltre che da Faa e Casula, da Giorgio La Nasa (ematologia, asl 8 Cagliari), Alessandro Uccheddu (chirurgia oncologica, azienda mista Cagliari), Antonio Farris (oncologia medica, Sassari), Gabriele Finco (terapia del dolore, azienda mista Cagliari), Bruno Massidda (oncologia medica, azienda mista, Cagliari), Roberta Senatore (psicologa, asl 8 Cagliari), Gabriele Podda (radiologia, ospedale Businco Cagliari), Antonio Contu (oncologia medica, SS Annunziata, asl 1 Sassari), Giulio Cesare Canalis (radioterapia, azienda mista, Sassari), Sergio Mameli (terapia del dolore, ospedale oncologico, asl 8 Cagliari), Carlo Cabula (chirurgia oncologica, asl 8, Cagliari), Antonio Macciò (ginecologia oncologica, ospedale Sirai, Carbonia), Vindice Mingioni (anatomia patologica, San Francesco, Nuoro), Giuliano Murgia (oncologia pediatrica, Microcitemico, Cagliari) e Antonio Muggianu (oncologia medica, ospedale Businco, Cagliari). Sul tema cancro, per gli specialisti abbondano i quesiti: “La terapia medica per la cura della gastrite da Helicobacter Pilory si accompagna alla diminuzione di frequenza dei tumori maligni dello stomaco?” E ancora: “La vaccinazione contro il virus dell’epatite B ha causato una diminuzione nell’insorgenza dei tumori maligni del fegato?”. Argomenti scottanti. Che dalle cattedre e dai reparti ospedalieri si spostano con violenza nelle case dei sardi. Il registro nasce anche per porre rimedio all’incertezza. E ai viaggi della speranza. “Nel tempo, con la sinergia, la comunicazione e il confronto tra le componenti mediche e gli anatomo-patologi si risparmiano fondi regionali dedicati in passato ai pazienti costretti a trattamenti e cure oltre Tirreno” sottolinea Gavino Faa. “Con la gestione oculata dei dati del registro, potremo inviare i pazienti ai centri della rete regionale. Più casi trattati e seguiti si traducono in competenza ed efficienze specialistiche” aggiunge Giuseppe Casula.

Copyright 2000 © Sardinews online - All rights reserved