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Anno XI - Febbraio 2010
Ricerca

La Gelmini promuove l’università di Cagliari
Ok ai progetti di Medicina Scienza Ingegneria

Sono tutti sardi i progetti scientifici di rilevante interesse regionale

di M.F.

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Il rettore Giovanni Melis discute con alcuni dottorandi alla Cittadella di Monserrato. (foto Sardinews)  

Dall’etilometro intelligente alla genetica, passando per l’obesità e la dipendenza da morfina. Ma la pagella con il segno più firmata dal ministero per l’università, riguarda, tra gli altri, anche gli studi sugli effetti dello stress, il degassamento, i sistemi biometrici multimodali e le ceneri delle eruzioni. Ricerca di qualità, quella firmata dagli specialisti dell’ateneo di Cagliari. Un successo che premia le eccellenze. E apre le porte ai finanziamenti e alla credibilità nella comunità scientifica internazionale. Poi, ci sarebbe i riverberi sul connubio tra territorio e sistema regionale delle imprese. Ma questa è un’altra storia. Di fatto, la ricerca che a Cagliari funziona costituisce la piattaforma su cui imperniare didattica e formazione avanzata. Ovvero, due capitoli chiave della mission universitaria. Il Miur, acronimo del dicastero diretto da Maria Stella Gelmini, ha elaborato e presentato a fine gennaio le graduatorie dei Bandi Prin 2008. Nell’ambito dei Progetti di rilevante interesse nazionale il ministero ha ammesso al cofinanziamento 13 progetti con coordinatori nazionali inclusi in 56 unità locali di ricerca: tutti made in Cagliari. Un bel colpo. “Dai cofinanziamenti del Miur, l’ateneo di Cagliari viene promosso con un incremento nitido. Basti pensare – spiega Vanna Ledda, pro rettore per l’internazionalizzazione - che nel 2007 i progetti Prin finanziati erano stati 41 di cui 5 con coordinamento nazionale in sede, su 183 presentati. L’anno precedente i ricercatori dell’università cagliaritana ne avevano presentato 184, con 49 approvati come unità locali di cui 10 con coordinamento nazionale”.
E non solo. “I risultati dei Prin - aggiunge Francesco Pigliaru, pro rettore per la ricerca scientifica - costituiscono uno dei tasselli di riferimento qualitativo che il ministero utilizza per valutare e finanziare le università”. Di fatto, uno dei parametri che concorrono al fondo di finanziamento globale che lo Stato gira agli atenei. E siamo ai numeri. L’università del capoluogo ha presentato 188 progetti. L’ammontare dei finanziamenti associati ai coordinatori nazionali è di un milione e 141 mila euro. Il finanziamento complessivo verrà reso noto entro la fine di febbraio. Infatti, il Miur ha fissato per il 19 febbraio la data entro la quale i coordinatori devono ripartire l’ammontare delle assegnazioni complessive. Il bando è stato ad ampio respiro, sia sui filoni di ricerca, sia per quanto riguarda la specializzazione dei ricercatori in riferimento alle iniziative del tessuto produttivo locale. Basti dire che al bando hanno preso parte 73 università e istituti di ricerca.
E anche sui soldini messi sul tavolo, c’è poco da eccepire: lo stanziamento totale del ministero ammonta a oltre 93 milioni di euro. Pur sempre poca roba se lo si rapporta alle percentuali di finanziamenti dedicati alla ricerca dai paesi dell’Unione europea. E infatti, l’Italia naviga da quasi sempre nelle posizioni di retroguardia. Per ragionare sul bicchiere mezzo pieno, la buona performance dei ricercatori cagliaritani merita comunque un plauso.
Il Miur ha premiato principalmente medicina, scienze e ingegneria. Infatti, operano in queste tre facoltà i 13 coordinatori nazionali che fanno parte dei 56 progetti del bando. Alla facoltà presieduta da Mario Piga fanno capo sei progetti, cinque rispondono a Scienze (preside Luca Fanfani) e due a ingegneria (Giorgio Massacci). Ma non è tutto. Infatti, anche per gli altri 132 progetti rimangono aperti i canali della “premialità” della ricerca. Lo stabilisce l’art. 13 della legge regionale n.7/2007 che fa capo ai fondi stanziati dalla Regione ed erogati dall’assessorato alla programmazione alle università di Cagliari e Sassari. Di fatto, pur tenendo i piedi per terra, si può brindare a un successo di squadra. Anche perché l’insieme dei temi trattati apre scenari più che interessanti. Oltre che per il prestigio e l’eccellenza delle scuole accademiche, anche per il riverbero internazionale dei lavori. Come si è accennato, gli studi premiati vanno dall’effetto dello stress ai sistemi biometrici multimodali, passando per i meccanismi molecolari epatici, le modificazioni del metabolismo, un sistema etilometrico intelligente, fino alla dipendenza da morfina e l’abuso di cannabinoidi. Ma il ministero ha ritenuto di pregio anche i progetti sulle varianti nei geni candidati all’obesità, il degassamento nelle eruzioni dominate da emissione di cenere, l’analisi su nuovi peptidi ormonali, le reazioni di scambio delle idrotalciti, l’interazione tra geni e ambiente nella sclerosi multipla e lo studio morfofunzionale delle ghiandole salivari.
Traduzione? Un insieme che costituisce un mattoncino di fiducia per le famiglie degli oltre 35 mila studenti iscritti all’università di Cagliari. Infine, i coordinatori nazionali. Con qualifica di progetto capofila, sono stati designati dal Miur i docenti Sebastiano Banni, Marco Giorgio Baroni, Giovanni Biggio, Raffaello Cioni, Amedeo Columbano, Alessandra Concas, Gian Luca Ferri, Walter Fratta, Pierfranco Lattanzi, Marisa Marrosu, Alessandro Riva, Fabio Roli e Rinaldo Vallascas.

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